Indietro Il divieto posto al Mejlis rischia di colpire la comunità dei Tatari di Crimea nel suo insieme

Il divieto posto al Mejlis rischia di colpire la comunità dei Tatari di Crimea nel suo insieme

Il Segretario generale ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Sono profondamente preoccupato per la decisione presa oggi dal tribunale di Sinferopoli di dichiarare il Mejlis del popolo tataro di Crimea un’“organizzazione estremista” e di vietarne l’attività. In un rapporto elaborato recentemente da una delegazione per i diritti umani che ho inviato in Crimea, il capo della delegazione, l’Ambasciatore Gérard Stoudmann, aveva chiaramente messo in guardia sul fatto che una possibile decisione di vietare il Mejlis avrebbe indicato un nuovo livello di repressione nei confronti della comunità dei Tatari di Crimea nel suo insieme. Il rapporto, recentemente presentato al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, indica in particolar modo che considerare il Mejlis come organizzazione estremista aumenterebbe notevolmente il rischio di un ulteriore isolamento della comunità dei Tatari di Crimea dal resto della popolazione che vive nella penisola.

Oggi, a seguito della decisione del tribunale, questo rischio è molto reale. Pertanto, invito le autorità interessate a intraprendere le misure necessarie per revocare rapidamente tale decisione".

Contatto:

Daniel Höltgen, Portavoce del Segretario generale, Cell.: +33 6 68 29 87 51

Segretario generale Strasburgo 26 aprile 2016
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