Dall’ultimo esame della situazione dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto nei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa emerge che il malfunzionamento della democrazia in Europa è più importante, più profondo e geograficamente più diffuso di quanto si pensasse finora.
Il rapporto del Segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland definisce la mancanza di indipendenza della giustizia in molti paesi e le minacce che gravano sulla libertà di espressione in tutta Europa come le due sfide principali alla sicurezza democratica.
“Per sostenere la democrazia e mantenere la stabilità, è necessario avere tribunali onesti e integri, tuttavia oltre un terzo dei nostri paesi membri non assicura che i loro sistemi giuridici siano sufficientemente indipendenti e imparziali”, ha affermato il Segretario generale.
“La libertà dei media, dall’altra parte, è messa a dura prova in tutta Europa. In molti luoghi i giornalisti sono oggetto di minacce fisiche, leggi antiterrorismo sono talvolta utilizzate per limitare la libertà di parola e alcune disposizioni riguardanti i media favoriscono ingiustamente coloro che sono al potere”.
L’esame del Segretario generale, basato sulle conclusioni degli organi di monitoraggio tematico del Consiglio d’Europa, considera il malfunzionamento elettorale, le insufficienze delle norme antidiscriminazione e l’esercizio di pressioni sulle ONG in numerosi paesi come aree altrettanto preoccupanti.
Oltre all’analisi statistica, il rapporto include criteri dettagliati per la valutazione di diversi aspetti della sicurezza democratica e dei piani specifici per le attività di monitoraggio, in particolar modo un piano d’azione paneuropeo per la formazione di professionisti del diritto e un nuovo piano triennale sulla sicurezza dei giornalisti.