“Senza giustizia non c'è ripresa. Senza istituzioni non c'è fiducia. E senza giurisprudenza non è possibile una pace duratura”, ha affermato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, alla Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina 2025 (URC2025) organizzata congiuntamente da Italia e Ucraina. Intervenendo nel gruppo di esperti dedicato al rafforzamento dello Stato di diritto attraverso l'integrità e l'applicazione delle leggi, Alain Berset ha sottolineato che la ricostruzione dell'Ucraina deve iniziare dalla fiducia nelle istituzioni pubbliche e nello Stato di diritto.
“Il nostro obiettivo finale è garantire la certezza del diritto. Ciò significa giudici nominati in base al merito, recupero dei beni rubati, controllo dei fondi pubblici e, poiché la ripresa deve raggiungere tutta la società, sosteniamo l'assistenza legale per i sopravvissuti alla tortura, i servizi informati sul trauma per i bambini e l'accesso ai diritti per gli sfollati”.
Tra gli altri relatori del gruppo di esperti figuravano Carlo Nordio, Ministro della Giustizia italiano, Olha Stefanishyna, Vice Prima Ministra e Ministra della Giustizia ucraina, Mathias Cormann, Segretario generale dell’OCSE, Stephen Doughty, Ministro di Stato per l'Europa, il Nord America e i territori d'oltremare britannico, Viktor Pavlushchyk, Responsabile dell'Agenzia nazionale ucraina per la prevenzione della corruzione, e Denys Maslov, Presidente della Commissione per la politica giuridica della Verkhovna Rada ucraina.
A seguito dei precedenti appuntamenti di Lugano, Londra e Berlino, l’URC2025 ha riunito leader politici mondiali, rappresentanti di organizzazioni internazionali e istituzioni finanziarie, attori del settore privato, autorità locali e regionali, società civile e diaspora ucraina.
L’evento di alto livello, tenutosi a Roma il 10 e l’11 luglio, è stato dedicata alla ripresa, alla ricostruzione, alla riforma, alla modernizzazione e alla riedificazione a lungo termine del paese. La Conferenza si è concentrata su quattro temi principali: la mobilitazione del settore privato per la ricostruzione e la crescita economica, la dimensione umana: la ripresa sociale e il capitale umano per il futuro dell'Ucraina, la ripresa dei comuni e delle regioni e l'adesione all'Unione Europea (UE) e le relative riforme.
Il Commissario per i diritti umani, Michael O'Flaherty, ha dichiarato che “la ripresa dell’Ucraina deve basarsi sui diritti umani, secondo cui il ritorno è volontario, la ricostruzione è incentrata sulle persone e nessuno, dai veterani ai bambini rapiti, viene lasciato indietro”.
“La ripresa dell'Ucraina non riguarda solo la ricostruzione delle città, ma anche la riaffermazione di un'identità europea democratica. La governance locale è il fondamento su cui si basa tale identità”, ha affermato Marc Cools, Presidente del Congresso dei poteri locali e regionali.
All'URC2025 hanno partecipato anche l’inviata speciale del Segretario generale sulla situazione dei bambini dell’ Ucraina, Thórdís Kolbrún Reykfjörd Gylfadóttir, e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, rappresentata dal governatore Carlo Monticelli.
Il Consiglio d'Europa e l'Ucraina dall’inizio dell'aggressione militare da parte della Russia
Sin dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia a febbraio 2022, il Consiglio d'Europa ha mobilitato tutti gli strumenti a disposizione per assicurare la piena responsabilità della Federazione russa per le violazioni dei diritti umani e per le gravi violazioni del diritto internazionale, nonché per fornire un risarcimento alle vittime dell'aggressione russa.
Il 25 giugno 2025, l'Ucraina e il Consiglio d'Europa hanno firmato un accordo bilaterale sull’istituzione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione, segnando un fondamentale passo avanti verso le azioni penali nei confronti dei responsabili e colmando una lacuna dovuta all'attuale mancanza di giurisdizione dei tribunali internazionali esistenti su questo crimine.
In qualità di organo giuridico del Consiglio d'Europa, la Corte europea dei diritti dell'uomo è l'unico tribunale internazionale che si occupa delle violazioni dei diritti umani derivanti dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. La Corte ha trattato diversi casi interstatali riguardanti la guerra russa contro l'Ucraina e anche molti casi individuali di violazioni dei diritti umani in questo contesto. Migliaia di casi individuali sono ancora in attesa di giudizio presso la Corte.
Il 9 luglio, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso una storica sentenza nella causa Ucraina e Paesi Bassi c. Russia. La sentenza riguardava una serie di gravi violazioni dei diritti umani a partire dal conflitto nell'Ucraina orientale che ha coinvolto i separatisti filorussi nel 2014 ed è proseguito con l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, iniziata il 24 febbraio 2022.
La Corte ha riconosciuto all'unanimità la responsabilità della Russia per una serie di violazioni diffuse e gravi dei diritti umani, tra cui la caduta del volo MH17 della Malaysia Airlines. Tali violazioni sono state perpetrate in flagrante violazione delle basi dell'ordine giuridico internazionale stabilito a seguito della Seconda guerra mondiale, che costituisce il fondamento stesso del Consiglio d'Europa.
Un'altra iniziativa chiave è il Registro dei danni per l'Ucraina, un meccanismo istituito dal Consiglio d'Europa per documentare ed elaborare le richieste di risarcimento relative alle perdite derivanti dall'invasione. A giugno 2025, sono state registrate ufficialmente oltre 40.000 richieste di risarcimento, che vanno dalla morte alla scomparsa di parenti stretti, dalla violenza sessuale alla distruzione di proprietà. Il Registro rappresenta un primo passo verso un futuro meccanismo di risarcimento internazionale, grazie all'istituzione di una Commissione per le richieste di risarcimento.
Il Consiglio d'Europa dà anche priorità alla protezione dei bambini ucraini, in Ucraina e negli Stati membri del Consiglio d'Europa. Il Segretario generale, Alain Berset, ha nominato l’inviata speciale sulla situazione dei bambini dell’Ucraina, Thórdís Kolbrún Reykfjörd Gylfadóttir, che ha sottolineato che la ricostruzione dell'Ucraina non ha senso se non si risponde dei crimini commessi contro i suoi bambini. Inoltre, nell'ambito del Piano d’azione su “Resilienza, ripresa e ricostruzione”, il Consiglio d'Europa sta intensificando le attività nel periodo 2025-2026 per sostenere le riforme democratiche, l'indipendenza giudiziaria e la libertà dei media in Ucraina.
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