“La Raccomandazione sulla parità di diritti per le persone intersessuali segna una tappa storica, non solo perché crea nuove norme, ma anche perché rende quelle esistenti impossibili da ignorare”, ha dichiarato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, all’evento di presentazione di questo strumento faro. “La raccomandazione poggia su principi fondamentali dei diritti umani: integrità fisica e autonomia del corpo, consenso libero e informato, protezione da trattamenti inumani, partecipazione dei minori, uguaglianza e non discriminazione e partecipazione in tutti gli ambiti della vita.”
Le persone intersessuali sono persone che presentano variazioni innate nelle caratteristiche sessuali, che esulano dalla concezione della società e/o medica dei tipici corpi femminili e maschili. Adottata dai 46 Stati membri del Consiglio d’Europa il 7 ottobre e presentata oggi, la Raccomandazione sulla parità di diritti per le persone intersessuali è il primo strumento giuridico internazionale completo dedicato specificamente ai diritti umani delle persone intersessuali. Fornisce chiari orientamenti ai governi per l’elaborazione di leggi e politiche che proibiscano gli interventi medici senza consenso e assicurino che eventuali interventi su bambini intersessuali siano posticipati finché i bambini in questione non saranno in grado di decidere per loro stessi. Chiede inoltre di garantire un accesso equo all’assistenza sanitaria e di proteggere le persone intersessuali dalla violenza, dalla discriminazione e dall’esclusione.
“La vera prova inizia ora”, ha affermato il Segretario generale, evidenziando l’impegno del Consiglio d’Europa a sostenere i suoi Stati membri nell’attuazione pratica della raccomandazione, attraverso sforzi legislativi e politici, potenziando le capacità e promuovendo lo scambio tra pari e collaborando a stretto contatto con la società civile, “finché la dignità e l’uguaglianza non saranno effettivamente una realtà per tutte le persone intersessuali in Europa”.
“Niente su di noi senza di noi” è stato il principio al centro del lavoro che il Consiglio d’Europa ha condotto su questo documento e che ha coinvolto governi, esperti e organizzazioni guidate da persone intersessuali. “Ecco cosa significa per noi il Nuovo patto democratico per l’Europa”, ha spiegato Berset. ”È un dialogo in cui le persone, comprese le persone intersessuali, si sentono ascoltate, emancipate e protette.”
Il Direttore dell’Organisation Intersex International Europe (OII Europe), Dan Christian Ghattas, intervenuto altresì all’evento, ha espresso il suo fermo sostegno alla raccomandazione e ha dichiarato che questo strumento crea un nuovo riferimento essenziale in Europa.
In una democrazia, la fiducia è tutto, ha affermato Alain Berset. Un recente studio condotto dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha dimostrato che la maggior parte delle persone intersessuali non crede ancora che lo Stato possa garantire loro protezione contro i pregiudizi o l’odio. Hanno riportato aggressioni fisiche o sessuali. I casi di molestie motivate dall’odio sono in aumento, anche in ambito scolastico, dove le persone intersessuali sono bullizzate, ridicolizzate o minacciate. Moltissime persone intersessuali hanno pensato al suicidio e sono ancora sottoposte a interventi chirurgici o trattamenti medici volti a modificare le loro caratteristiche sessuali senza il loro consenso.
“Questa sera, mentre il Palais de l’Europe si tinge di viola, diciamo basta: l’uguaglianza non prevede eccezioni, tutti hanno diritto alla dignità, del corpo e dell’anima, e ogni persona merita di vivere libera, sicura e visibile”, ha concluso il Segretario generale. (segue...)
Segretario generale Alain Berset
Presienza maltese dle Comitato dei Ministri
Organisation Intersex International Europe

