La Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa ha adottato, nel corso della sua 144a sessione plenaria, un parere in merito all’elezione dei membri giudiziari del Consiglio generale della magistratura spagnolo (CGJP).
A seguito della mancata elezione da parte del Parlamento dei membri giudiziari del Consiglio generale della magistratura, quest’ultimo è stato incaricato nel 2024 di presentare una proposta di riforma del sistema elettorale con la partecipazione diretta dei giudici e in linea con i più elevati standard europei. Il Consiglio generale della magistratura ha proposto due alternative. Il suo Presidente ha richiesto il parere della Commissione di Venezia su entrambe le opzioni.
Due opzioni per la riforma
Le due opzioni elaborate dal Consiglio generale della magistratura si differenziano principalmente in termini di coinvolgimento del Parlamento spagnolo nel processo elettorale. L’opzione 1 prevede l’elezione diretta dei membri giudiziari da parte di altri giudici tra i candidati approvati da 25 giudici o da un’associazione giudiziaria. L’opzione 2 prevede l’elezione dei candidati giudiziari da parte del Parlamento con una maggioranza di 3/5 da una lista di candidati direttamente eletti dai giudici tra i candidati approvati da 30 giudici o da un’associazione giudiziaria.
La Commissione ha constatato che l’opzione 1 è conforme alla norma dell’elezione tra pari, ma non è sufficiente a garantire l’esclusione della politicizzazione interna. La Commissione ha pertanto raccomandato l’adozione di ulteriori misure.
La Commissione ha constatato che l’opzione 2, pur introducendo una fase di elezione diretta da parte dei giudici, non soddisfa la norma dell’elezione tra pari poiché lascia la scelta finale a un organo politico.
Nel suo parere, la Commissione di Venezia ribadisce che, sebbene non vi sia l’obbligo di istituire un Consiglio della magistratura, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che “laddove si istituisca un Consiglio della magistratura, le autorità hanno l’obbligo di garantirne l’indipendenza dai poteri esecutivo e legislativo al fine di, inter alia, salvaguardare l’integrità del processo di nomina dei giudici”. Le norme europee prevedono che i membri giudiziari del Consiglio della magistratura devono essere giudici eletti dai loro pari in modo da garantire un’ampia rappresentazione della magistratura.
I membri non giudiziari del Consiglio della magistratura, dall’altro lato, possono essere eletti dal Parlamento a maggioranza qualificata, assicurando così legittimità democratica e prevenendo il corporativismo. La riforma in questione deve allineare l’attuale sistema elettorale dei membri giudiziari del CGJP alle norme europee sull’elezione tra pari.
La Commissione di Venezia ha sottolineato tuttavia che il processo elettorale deve essere protetto non solo da influenze politiche esterne, ma anche dalla politicizzazione interna; in altri termini, non solo dall’interferenza diretta degli attori politici, ma anche dalla dipendenza indiretta da tali attori o dall’allineamento agli stessi, in particolare attraverso associazioni giudiziarie.
La Commissione di Venezia pubblicherà il parere adottato lunedì 13 ottobre.

