Indietro L’ordine europeo e globale messo direttamente in discussione dalla forza

Osservazioni del Segretario generale Berset durante il dialogo settimanale con i Delegati dei Ministri
L’ordine europeo e globale messo direttamente in discussione dalla forza

“Guardiamo i fatti.” Con queste parole, il Segretario generale Alain Berset ha riaperto la riunione settimanale dei Delegati dei Ministri del Consiglio d’Europa a Strasburgo, segnando il ritorno dall’intervallo con uno sguardo obiettivo alle sfide più urgenti che deve affrontare l’Europa.

L’ordine europeo e globale postbellico è messo direttamente in discussione dalla forza.

  • In Ucraina, una guerra che lacera e si intensifica.
  • Nel Caucaso meridionale, una pace attesa da molto tempo che potrebbe finalmente concretizzarsi.
  • Nei Balcani, tensioni che sfiorano il punto di rottura.
  • A Gaza, una tragedia umana di cui non si intravede la fine.
  • A Tianjin, il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai che ricorda che l’Europa occidentale non è più l’unico centro di gravità e che il Caucaso avrà un ruolo cruciale nella creazione del futuro equilibrio di poteri.

“Queste crisi impongono chiarezza e coraggio”, ha dichiarato Berset ai Delegati. “Il Consiglio d’Europa è stato creato per momenti come questo.”

Caucaso meridionale: una possibilità di pace

Il Segretario generale ha accolto con favore la Dichiarazione di Washington da parte dell’Armenia e dell’Azerbaigian, descrivendola come potenziale punto di svolta. La sua attuazione potrebbe trasformare la regione attraverso la riconciliazione, la stabilità e lo sviluppo. “Questa pace deve essere costruita sui nostri valori: democrazia, diritti umani e Stato di diritto”, ha sottolineato. Il Consiglio d’Europa sarà al fianco dell’Armenia e dell’Azerbaigian sulla strada verso la pace.

Ucraina: un banco di prova per l’ordine europeo

Appena tre giorni dopo il 24 agosto, Giorno dell’indipendenza dell’Ucraina, Kiev è stata colpita da uno dei più letali attacchi russi dall’inizio della guerra. Il vertice in Alaska e i colloqui a Washington hanno dato speranza, ma hanno lasciato molte domande senza risposta. “La nostra posizione è chiara”, ha affermato Berset. “Una pace giusta e duratura, costruita con l’Ucraina e ancorata ai nostri valori comuni.”

Dal primo giorno dell’invasione, il Consiglio d’Europa è intervenuto con il suo Piano d’azione più ambizioso di sempre: rafforzare la giustizia e il riconoscimento delle responsabilità, preparare il terreno per elezioni libere al momento opportuno e sostenere la ricostruzione per proteggere il futuro europeo dell’Ucraina.

“Questa guerra è una prova esistenziale per l’ordine europeo”, ha avvertito. “Spetta a noi rinnovare questo ordine sulla base del diritto e della democrazia, non della forza. Ed è nostra responsabilità essere al fianco dell’Ucraina, nella guerra e nella pace.”

Serbia: protezione dei diritti tra i disordini

Di fronte a mesi di proteste e ai recenti scontri violenti in Serbia, Berset ha dichiarato che il Consiglio d’Europa deve rimanere vigile ben oltre l’Ucraina. Ha rinnovato i suoi recenti appelli alla calma, al diritto di riunione pacifica e al rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ha annunciato piani per incontrare il Presidente Vučić a New York “per un dialogo franco e costruttivo” su come il Consiglio d’Europa può aiutare la Serbia a superare le sue sfide attuali.

Gaza e oltre: tragedie umane senza confini

Descrivendo le sofferenze di Gaza come “insostenibili”, il Segretario generale ha parlato della carestia dichiarata dalle Nazioni Unite, degli ospedali sotto il fuoco e dei giornalisti uccisi. Ha condannato questi attacchi e si è unito all’appello dell’ONU a un immediato cessate il fuoco e a un accesso umanitario senza ostacoli. Ha preso atto della dichiarazione congiunta di 12 Stati membri, guidati dalla Francia, che chiedono il riconoscimento dello Stato di Palestina, e l'ha descritta come un passo importante verso una soluzione a due Stati.

Ha inoltre messo in guardia rispetto al peggioramento della crisi in Sudan e ha condannato fortemente i raid sugli uffici delle Nazioni Unite in Yemen. “Le violazioni dei diritti umani e il diritto internazionale non hanno confini”, ha dichiarato il Segretario generale.

Visione del futuro

“Queste crisi definiscono il nostro tempo”, ha concluso Berset. “Ci ricordano il motivo della nostra esistenza. La nostra voce deve essere chiara, la nostra volontà ferma.”

Tornerà su queste questioni in occasione della settimana di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite alla fine di questo mese e durante le riunioni a Cipro la prossima settimana. Il Segretario generale ha sottolineato il fatto che il rafforzamento della dimensione esterna del Consiglio d’Europa è al centro della Strategia del Centro Nord-Sud 2024-27 dell’Organizzazione.

Infine, ha accolto con favore l’adesione dei nuovi ambasciatori al Comitato dei Ministri, notando che il loro impegno potenzierà la forza collettiva del Consiglio “in un momento in cui l’Europa necessita di principi, coraggio e chiarezza”.


 Comitato dei Ministri

 Biografia di Alain Berset

 Sito web del Nuovo Patto Democratico per l’Europa [EN]


 

Segretario generale Strasburgo 2 settembre 2025
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