Il Consiglio d’Europa ha aperto oggi alla firma un nuovo protocollo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, in occasione della conferenza dei ministri della Giustizia, organizzata nel quadro della Presidenza maltese e incentrata sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e dell’assistenza giudiziaria.
Il nuovo protocollo (“Protocollo della Valletta”) modernizza le procedure di assistenza giudiziaria, introduce nuovi tipi di richieste e integra strumenti digitali per accelerare la cooperazione e renderla più efficiente e più adatta alle sfide odierne, garantendo al contempo il rispetto dei diritti umani.
Rafforzare la fiducia nei processi giudiziari e democratici
Alla cerimonia di firma del Protocollo della Valletta, il Vice Segretario generale del Consiglio d’Europa, Bjørn Berge, ha ringraziato i firmatari per il loro sostegno essenziale al rafforzamento della cooperazione nella lotta contro la criminalità transnazionale. “Le reti criminali sono sempre più sofisticate e inventive nell’utilizzare la distanza, la tecnologia e l’intelligenza artificiale a loro vantaggio. Insieme, possiamo adoperarci per combattere la criminalità e rafforzare la fiducia nei nostri processi giudiziari e democratici.”
Il testo è stato firmato da Belgio, Georgia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Malta, Portogallo, Regno Unito, Romania, San Marino, Svezia, Svizzera, Türkiye e Ucraina.
Migliorare la cooperazione giudiziaria transfrontaliera
Sebbene la convenzione del 1959, insieme ai suoi protocolli, resti un elemento fondamentale della cooperazione internazionale nella lotta contro la criminalità, questo nuovo protocollo rafforza la capacità degli Stati di apportare risposte efficaci in un contesto di cambiamenti politici, sociali e tecnologici, segnato in particolar modo dal crescente utilizzo di strumenti digitali nell’ambito della cooperazione giudiziaria.
I principali miglioramenti includono:
- Semplificazione e accelerazione delle procedure di assistenza giudiziaria;
- Estensione dell’ambito delle richieste di assistenza giudiziaria;
- Maggiore utilizzo di comunicazioni elettroniche e videoconferenze, ricorso a strumenti di sorveglianza tecnologici quali i tracciatori GPS e l’intercettazione delle telecomunicazioni, nonché chiari limiti di tempo per le risposte.
Questo aggiornamento rappresenta un importante passo avanti nella modernizzazione della cooperazione giudiziaria transfrontaliera.
Leggere la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale
Trattati del Consiglio d’Europa
Discorso del Vice Segretario Generale Bjørn Berge

