Nel suo Rapporto d’attività 2024 appena pubblicato, il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) del Consiglio d’Europa ha chiesto ai governi europei di assicurare che il salario minimo netto sia almeno il 60% del salario medio netto nazionale, prevedere limiti ai prezzi degli alimenti di base e aiuti più mirati, garantire un accesso all’energia stabile e a costi contenuti, affrontare l’accessibilità degli alloggi e il rischio di perdere l’abitazione attraverso limiti ai canoni di locazione, una maggiore assistenza abitativa e l’espansione degli alloggi sociali e garantire che la sicurezza sociale vada di pari passo con l’inflazione.
Queste raccomandazioni rientrano nell’ambito di un’attenzione speciale riservata al modo in cui i paesi europei hanno risposto alla crisi del costo della vita. Il rapporto indica che, nel 2024, il CEDS ha condotto un esame completo delle misure volte ad affrontare la crisi del costo della vita, avvalendosi dei rapporti di 41 paesi firmatari e dei contributi forniti da partner sociali, organizzazioni della società civile e istituzioni nazionali per i diritti umani. Le sue conclusioni mostrano che, nel 2023, i prezzi dei generi alimentari sono aumentati oltre sette volte più velocemente dei salari, colpendo duramente e in particolar modo le famiglie a basso reddito. Sebbene l’inflazione si sia attenuata nel 2024, il costo della vita è rimasto elevato, esponendo persistenti lacune nella protezione dei salari, negli alloggi e nel sostegno sociale.
Il rapporto ha inoltre esaminato gli sviluppi nel quadro della procedura di reclami collettivi e della cooperazione del CEDS con altri organismi del Consiglio d’Europa e organizzazioni internazionali. Nel corso del 2024, il CEDS ha adottato un totale di 12 decisioni sul merito e 12 decisioni sull’ammissibilità. Dieci nuovi reclami collettivi, presentati da sindacati nazionali, ONG internazionali e organizzazioni dei datori di lavoro, sono stati registrati contro sei paesi firmatari: Spagna (4), Italia (2), Belgio (1), Francia (1), Grecia (1) e Norvegia (1).
Oltre agli scambi di opinioni con la Corte europea dei diritti dell’uomo, il Commissario per i diritti umani, istituzioni nazionali per i diritti umani, organismi per l’uguaglianza e governi nazionali, il 2024 è stato segnato dalla Conferenza sulla Carta sociale europea, tenutasi a Vilnius nel quadro della Presidenza lituana del Consiglio d’Europa. La conferenza ha riunito ministri, funzionari di alto livello, leader del Consiglio d’Europa, organizzazioni internazionali, partner sociali e società civile. Il risultato è stata l’adozione della Dichiarazione di Vilnius, che ha riaffermato l’indivisibilità di tutti i diritti umani e ha chiesto un più solido quadro per i diritti sociali in tutta Europa. Ha inoltre portato all’assunzione di nuovi impegni da parte degli Stati membri, tra cui la ratifica dell’Islanda della Carta riveduta, l’accettazione di ulteriori disposizioni da parte di Andorra, Irlanda e Moldova e la promessa dell’Armenia di aumentare gli impegni.
Una seconda conferenza è ora prevista per marzo 2026 a Chișinău nel quadro della Presidenza moldova.
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Comitato europeo dei diritti sociali

