Nel suo nuovo rapporto sulla Slovenia, il Comitato di esperti della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del Consiglio d’Europa riconosce gli sforzi intrapresi dalle autorità slovene per proteggere le lingue parlate nel paese e formula una serie di raccomandazioni per rafforzare la loro presenza nell’istruzione, in particolare attraverso la formazione degli insegnanti, e nei mass media.
In Slovenia, l’ungherese e l’italiano continuano a godere di un livello di protezione relativamente elevato e le autorità prendono misure per promuovere l’attuazione del quadro giuridico esistente. L’insegnamento bilingue in ungherese e sloveno e l’insegnamento in italiano sono assicurati a tutti i livelli dell’istruzione, ad eccezione dell’università.
La legislazione prevede l’utilizzo estensivo dell’ungherese e dell’italiano che, insieme allo sloveno, sono lingue ufficiali in determinate aree e sono utilizzate in una certa misura nei tribunali e nelle amministrazioni. In collaborazione con le comunità nazionali ungherese e italiana, nel 2022 sono stati istituiti uffici per il bilinguismo, incaricati di promuovere e monitorare l’utilizzo di queste lingue nella vita pubblica. Secondo il Comitato, si tratta di un’iniziativa da accogliere con favore.
In relazione ai mass media, dal 2021 vengono stanziati ulteriori fondi per porre rimedio alla mancanza di personale nei programmi radio e televisivi in ungherese e in italiano. Esistono inoltre disposizioni giuridiche per l’uso dell’ungherese e dell’italiano nel settore economico. Persistono tuttavia alcune lacune relativamente all’utilizzo di queste lingue nella pratica.
Il rapporto è stato pubblicato insieme ai commenti delle autorità.

