Personalità di spicco delle più alte giurisdizioni di tutto il mondo si sono riunite nella capitale spagnola in occasione del sesto Congresso della Conferenza mondiale sulla giustizia costituzionale, tenutosi dal 28 al 31 ottobre. Organizzato congiuntamente dalla Corte costituzionale spagnola e dalla Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, il Congresso di quest’anno ha posto al centro il tema “I diritti umani delle generazioni future”. I presidenti e i giudici di circa 90 delle 124 corti costituzionali e giurisdizioni equivalenti membri della Conferenza mondiale hanno esaminato insieme il ruolo essenziale delle corti costituzionali nella protezione dei diritti delle generazioni a venire.
Questioni che incidono sui diritti delle generazioni future
I partecipanti hanno esaminato le conseguenze sul benessere delle generazioni future di decisioni giudiziarie adeguate per combattere il degrado ambientale, difendere il diritto alla connettività digitale e, in particolare, a un accesso equo alle nuove tecnologie, nonché preservare il patrimonio culturale.
I partecipanti hanno inoltre ribadito quanto sia fondamentale proteggere le corti da pressioni esterne e da qualsiasi forma di minaccia alla loro indipendenza, compresi il populismo digitale e il discorso d’odio.
A margine del Congresso, le riunioni dei gruppi regionali e linguistici, dell'Ufficio di presidenza e dell'Assemblea generale della Conferenza mondiale sulla giustizia costituzionale hanno permesso di affrontare questioni di fondo, istituzionali e di cooperazione all'interno dell'Organizzazione.
Sua Maestà il Re Felipe VI di Spagna, Claire Bazy-Malaurie, Presidente della Commissione di Venezia, e Cándido Conde-Pumpido Tourón, Presidente della Corte costituzionale spagnola, hanno pronunciato i discorsi di chiusura del sesto Congresso. Il Re ha sottolineato che “la giustizia costituzionale garantisce le nostre libertà: costituisce l'ultimo baluardo nella difesa dello Stato di diritto”. Bazy-Malaurie ha sottolineato la necessità di portare nelle aule di tribunale gli interessi dei giovani e delle generazioni future, affermando che “non hanno voce in capitolo nelle cause odierne, ma saranno loro a sopportare il peso delle nostre decisioni”.

