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Il Segretario generale ha affermato dinanzi all’APCE che qualsiasi tentativo di distogliere l’attenzione dal rapporto sulla corruzione è intollerabile

Sessione dell'Assemblea parlamentare Strasburgo 24 aprile 2018
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Thorbjørn Jagland

Thorbjørn Jagland

Il Segretario generale Thorbjørn Jagland, nel rispondere alle domande dei membri dell’Assemblea parlamentare, si è dichiarato rammaricato nel constatare che, in un momento in cui sta lottando, insieme al Comitato dei Ministri, per ottenere il rilascio di un detenuto in Azerbaigian, conformemente a una sentenza pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, i loro sforzi siano compromessi dai leader di tre gruppi politici dell’APCE. Facendo ulteriormente riferimento al rapporto relativo alle accuse di corruzione all’interno dell’APCE, Jagland ha affermato che qualsiasi tentativo di distogliere l'attenzione da tale rapporto è intollerabile.

In risposta a diverse interrogazioni dei parlamentari sulla Federazione russa, Jagland ha ribadito che, pur essendosi congratulato, come molti altri leader, con il Presidente Putin per la vittoria elettorale, non accetta che le elezioni si siano svolte in Crimea, che è stata annessa illegalmente alla Russia.

Per quanto riguarda il mancato versamento da parte della Russia del suo contributo finanziario al bilancio dell’Organizzazione, il Segretario generale ha assicurato che, se tale comportamento inaccettabile dovesse continuare per un biennio, ossia fino alla metà del 2019, prenderà tutti i provvedimenti necessari prima della scadenza del proprio mandato, che si concluderà poco dopo. Ha inoltre sottolineato la propria opposizione all’obiezione sollevata dalla Corte costituzionale russa nei confronti dell’autorità della Corte europea dei diritti dell’uomo. Se uno Stato dovesse utilizzare la propria Costituzione per opporsi alla supremazia della CEDU, ha affermato Jagland, non soddisferebbe più i criteri per mantenere la propria adesione all’Organizzazione.

Jagland ha sottolineato che il continuo ricorso alla CEDU da parte di cittadini russi rende indispensabile trovare una soluzione alla controversia all’interno dell’APCE, ma che tale soluzione non potrà essere basata su pressioni finanziarie, quali il rifiuto da parte della Russia di versare la propria quota in quanto Stato membro.

In risposta alle domande riguardanti le attività dell’Organizzazione, Jagland ha evidenziato i risultati ottenuti, quali la riduzione del numero di ricorsi presentati alla CEDU, i piani d’azione ambiziosi in Ucraina, Georgia e Moldova e la mobilitazione senza precedenti di risorse di bilancio straordinarie. Tali progressi, ha affermato, dovrebbero incoraggiare il proseguimento del processo di riforma.


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