Alain Berset, Segretario generale del Consiglio d’Europa, che conta 46 Stati membri, ha effettuato la sua prima visita ufficiale nel Regno Unito mercoledì 22 e giovedì 23 aprile.
Mercoledì, il Segretario generale ha incontrato il Primo ministro Sir Keir Starmer, il ministro della Giustizia e Vice Primo ministro David Lammy, la ministra degli Affari esteri, il Commonwealth e lo Sviluppo Yvette Cooper e il ministro del Cabinet Office Nick Thomas-Symonds. Ha inoltre partecipato a un pranzo ospitato dal Presidente della Camera dei comuni Lindsay Hoyle.
In un momento in cui l’Europa procede a un rapido riarmo e si trova al contempo ad affrontare un regresso democratico, il Segretario generale Berset ha sottolineato che il ruolo del Consiglio d’Europa nella costruzione di una sicurezza democratica a lungo termine in tutto il continente deve essere ulteriormente rafforzato.
Le discussioni si sono inoltre incentrate sui negoziati in corso per una dichiarazione politica sulle questioni legate alla migrazione e alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in vista della prossima riunione dei ministri degli Affari esteri del Consiglio d’Europa che si terrà a Chișinău il 15 maggio. I partecipanti hanno inoltre discusso il ruolo futuro del Consiglio d’Europa, mostrando un interesse comune a rafforzare la sua dimensione politica e geopolitica in risposta alle sfide attuali.
Il Consiglio d’Europa e il Regno Unito collaborano sulle questioni che interessano l’Europa
Nel corso dei colloqui è stato inoltre esaminato il modo di assicurare il riconoscimento delle responsabilità per l’Ucraina, ambito in cui il Regno Unito ha svolto un ruolo significativo. Il Consiglio d’Europa sta lavorando in particolar modo con l’Ucraina, l’Unione europea e i suoi partner europei e internazionali per istituire un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, che circa 20 paesi si sono già impegnati a sostenere, al fine di colmare un vuoto giuridico esistente e consegnare alla giustizia i vertici politici e militari responsabili.
A seguito degli incontri, il Segretario generale ha dichiarato:
“Abbiamo avuto eccellenti discussioni sulle sfide che si trova ad affrontare l’Europa. Apprezzo molto l’impegno del Regno Unito per lo Stato di diritto e il suo fermo sostegno ad assicurare il riconoscimento delle responsabilità per l’Ucraina.
Abbiamo inoltre discusso di come gestire la migrazione restando fedeli ai nostri valori comuni e assicurando che le persone siano trattate in modo giusto e umano.
Attendo con grande interesse di lavorare, nel corso della riunione dei ministri degli Affari esteri il mese prossimo a Chișinău, a un ampio consenso tra tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa su una dichiarazione politica a tale riguardo.”
Durante la visita, il Segretario generale ha sottolineato il ruolo storico del Regno Unito nella creazione del Consiglio d’Europa e nell’elaborazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ricordando l’impatto a lungo termine della Convenzione per la popolazione del paese, in particolare attraverso le sentenze di riferimento emesse dalla Corte di Strasburgo.
Alain Berset prende la parola all’Università di Oxford
Giovedì 23 aprile, il Segretario generale ha tenuto un discorso insieme al Procuratore generale Richard Herme durante un evento congiunto sulla sicurezza democratica dopo la rottura presso l’Istituto Bonavero dei diritti umani dell’Università di Oxford.
Sottolineando l’importanza della sicurezza democratica nell’affrontare le crescenti minacce per l’ordine giuridico internazionale, il Segretario generale Berset ha dichiarato: “La vera sicurezza inizia da istituzioni di cui le persone possono fidarsi e da democrazie capaci di resistere alle pressioni.
In questo momento di rottura, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo è la bussola democratica dell’Europa. Il suo messaggio è semplice: non possono esserci diritti umani senza democrazia e non può esserci democrazia senza Stato di diritto.”
Lo stesso giorno, il Segretario generale aveva prima incontrato gli ambasciatori a Londra degli Stati membri del Consiglio d’Europa e i partecipanti al programma di giovani ambasciatori del Procuratore generale.

