Di fronte alla crisi attuale, che nessun paese o organizzazione può affrontare da solo, è indispensabile una strategia globale per proteggere lo Stato di diritto nelle nostre democrazie. Il multilateralismo e la cooperazione dovrebbero essere al centro di tale strategia. Questo è stato il messaggio chiave trasmesso dal Segretario generale del Consiglio d'Europa, Alain Berset, ai suoi interlocutori di alto livello durante la visita ufficiale di due giorni in Kazakhstan, conclusasi oggi.
Intervenendo all'apertura della sessione plenaria del Forum internazionale di Astana, il Segretario generale ha sottolineato la necessità di una strategia di sicurezza democratica per l'Europa e oltre. “Non esiste più una sicurezza fisica o non fisica, ma solo l'urgente necessità di difendere ciò che ci unisce”, ha affermato.
“Sicurezza democratica significa fare dei nostri valori (democrazia, diritti umani e Stato di diritto) la nostra prima linea di difesa”, ha sostenuto Berset. “I valori dell'Europa non si fermano ai nostri confini e il Consiglio d'Europa non è mai stato solo una linea su una mappa”, ha sottolineato. “Dobbiamo essere al fianco di tutti coloro che stanno costruendo la sicurezza democratica, in Asia centrale, in Europa e ben oltre”, ha concluso il Segretario generale.
Durante la visita, Alain Berset ha incontrato il Presidente della Repubblica del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, il Presidente del Parlamento, Maulen Ashimbayev, il Ministro degli Affari esteri kazako, Murat Nurtleu, e il Ministro della Giustizia, Yerlan Sarsembayev.
Durante gli incontri bilaterali, il Segretario generale ha sottolineato che il Kazakhstan è un partner di lunga data e di primo piano dell'Asia centrale nel quadro della politica del Consiglio d'Europa nei confronti delle regioni limitrofe. Ha elogiato il Kazakhstan per i progressi compiuti nelle riforme costituzionali e politiche, sottolineando che il paese è già parte di quattro convenzioni del Consiglio d'Europa ed è stato invitato ad aderire ad altri trattati fondamentali, quali quelli sulla violenza contro le donne, sulla corruzione e sulla criminalità informatica. Il Kazakhstan ha inoltre completato l'ultima fase della Convenzione sul riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, che è stata accolta con favore dal Segretario generale. La Convenzione sull'IA ha suscitato grande interesse da parte delle autorità kazake, che stanno sviluppando un polo per l'IA ad Astana.
Durante la visita ufficiale si sono svolti diversi incontri bilaterali con altri partecipanti di alto livello al Forum internazionale di Astana, tra cui il Presidente del Ruanda, Paul Kagame.
Aprendo la conferenza sulle priorità di cooperazione di vicinato del Consiglio d'Europa con il Kazakhstan per il periodo 2024-2027, il Segretario generale ha dichiarato:
“Il partenariato tra il Kazakhstan e il Consiglio d'Europa risale a molti anni fa. Man mano che il quadro delle priorità di cooperazione di vicinato per il Kazakhstan acquista profondità e ambizione, stiamo gettando le basi per una riforma democratica duratura, in linea con la visione del paese per un Kazakhstan giusto ed equo”.
Ha sottolineato le nuove priorità della cooperazione del Consiglio d'Europa con il paese, in linea con il programma nazionale di riforme del Kazakhstan. Esse si concentrano su cinque settori: diritti umani (prevenzione dei maltrattamenti, tutela dei minori, lotta contro la violenza nei confronti delle donne), reati economici (rafforzamento della capacità delle autorità nazionali di dare seguito alle raccomandazioni del GRECO, l'organismo anticorruzione del Consiglio d'Europa), criminalità informatica (allineamento delle leggi nazionali alle norme del Consiglio d'Europa e rafforzamento della capacità di indagare sulla criminalità informatica e di gestire le prove elettroniche), giustizia (garanzia dell'indipendenza, dell'efficienza e dell'accessibilità dei tribunali), nonché sostegno al Parlamento kazako nella promozione della governance democratica.
Il Segretario generale ha anche incontrato gli studenti dell'Università Nazarbayev, dove ha parlato della disinformazione come minaccia alla democrazia europea, “un attacco alla fiducia, alla verità, alla democrazia stessa”. Video falsi, documenti falsi, deepfake generati dall'intelligenza artificiale: tutta questa disinformazione è volta a dividere e danneggiare la democrazia, ha spiegato. Ciò dovrebbe servire da campanello d'allarme e da guida per l'azione. Una convenzione sulla disinformazione e l'ingerenza straniera potrebbe costituire una norma giuridica comune per regolamentare le piattaforme, mettere in discussione i modelli di business e proteggere lo spazio pubblico, nell'interesse della salvaguardia della democrazia, ha suggerito Berset. Ciò fa parte di una riflessione più ampia nell'ambito del Nuovo patto democratico per l'Europa, ha aggiunto.

