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Sanzioni e misure non privative della libertà sempre più utilizzate in Europa: nuova indagine

Consiglio d'Europa Strasburgo 18 giugno 2020
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Sanzioni e misure non privative della libertà sempre più utilizzate in Europa: nuova indagine

Gli Stati europei applicano sempre di più sanzioni e misure che mantengono gli autori dei reati nella comunità senza privarli della loro libertà, secondo l’edizione 2019 dell’indagine annuale SPACE II, condotta per il Consiglio d’Europa dall’Università di Losanna (vedere anche i principali risultati).

Il 31 gennaio 2019, l’Europa contava circa 2 milioni di persone oggetto di alternative alla detenzione come la sorveglianza elettronica, i servizi per la comunità, gli arresti domiciliari, le cure, la semi-libertà e la libertà condizionale. Dal 2018 al 2019, le persone oggetto di sospensione condizionale sono aumentate del 7,9%, da 1.547.572 a 1.699.676 nei 28 servizi di sospensione condizionale che hanno fornito questi dati per entrambi gli anni, mentre il tasso complessivo di persone oggetto di sospensione condizionale è passato da 137,8 a 139,6 persone ogni 100.000 abitanti.

L’indagine SPACE II è stata pubblicata insieme a un rapporto speciale SPACE I intitolato Detenuti in Europa durante la pandemia. Questo rapporto include una valutazione dell’impatto a breve termine della pandemia da COVID-19 sulla popolazione carceraria europea fino al 15 aprile 2020, un periodo che coincide a grandi linee con il primo mese di confinamento.

Venti amministrazioni carcerarie su 43 hanno indicato di avere rilasciato detenuti per prevenire la diffusione del COVID-19, applicando varie misure come amnistia, rilascio preventivo e provvisorio e altre alternative alla privazione della libertà. In media, queste 43 amministrazioni hanno rilasciato il 5% della loro popolazione (oltre 118.000 detenuti).

Ad eccezione dei paesi con meno di 500.000 abitanti, quelli che hanno rilasciato il numero più elevato di detenuti sono stati: Turchia (35%; 102.944 detenuti), Cipro (16%; 121), Slovenia (16%; 230), Portogallo (15%; 1,874), Norvegia (13%; 401), Irlanda (12%; 476), Italia (9,4%; 5.739) e Spagna (7,4%; 4.356). La Francia ha rilasciato il 14% della sua popolazione carceraria (10.188 detenuti) ma questo dato include tutti i rilasci (ad esempio quelli di detenuti arrivati al termine della sentenza) e non solo quelli relativi a misure di prevenzione del COVID-19. Includendo queste persone, si arriverebbe a più di 128.000 detenuti rilasciati in Europa dall’inizio della pandemia.


  Comunicato stampa
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