Con il protrarsi della guerra di aggressione della Russia e i tentativi di raggiungere un cessate il fuoco finora falliti, i partecipanti al Registro dei danni per l’Ucraina si sono riuniti a Strasburgo per riferire i progressi relativi al lavoro del Registro e della futura Convenzione sulla Commissione per le richieste di risarcimento. Intensificando le misure, il Consiglio d’Europa intende assicurare il riconoscimento delle responsabilità, il risarcimento e misure a sostegno della ricostruzione dell’Ucraina e del suo popolo.
Nel discorso di apertura, il Vice Segretario generale del Consiglio d’Europa Bjørn Berge ha dato il benvenuto all’Australia, la quale ha recentemente aderito al Registro in qualità di membro associato. Berge ha dichiarato: “Rimarremo al fianco dell’Ucraina finché tutti i crimini non saranno registrati, tutte le vittime non saranno ascoltate e la pace, una pace giusta e duratura, non sarà garantita”.
Finora, sono state presentate circa 65.000 richieste di risarcimento. Su un totale di 43 categorie di richieste previste, ne esistono attualmente 13. La presentazione delle richieste di risarcimento prosegue con una media di oltre 200 al giorno. Lo scorso mese sono state aggiunte due categorie sul rapimento di bambini e adulti. Finora non è stata respinta alcuna richiesta e oltre 12.000 sono state annotate nel Registro.
“La documentazione di questi reati è un obbligo morale ed è cruciale per raggiungere una pace giusta e duratura. Questo è il motivo per cui il Registro dei danni è così essenziale”, ha dichiarato il Vice Segretario generale Berge.
Il Presidente del Consiglio del Registro dei danni, Robert Spano, e il Direttore esecutivo, Markiyan Kliuchkovskyi, hanno fornito aggiornamenti sui progressi compiuti dal quinto incontro della Conferenza. Inoltre, la Direttrice esecutiva del Centro per le libertà civili, Sasha Romantsova, ha fornito un resoconto dal punto di vista della società civile
Discorso del Vice Segretario Bjørn Berge
The Council of Europe’s work on Russia’s war in Ukraine
Deputy Secretary General Bjørn Berge

