Indietro Il sovraffollamento e la carenza di personale hanno un impatto negativo sulla vita nelle carceri in Slovenia, dichiara il Comitato contro la tortura

Il sovraffollamento e la carenza di personale hanno un impatto negativo sulla vita nelle carceri in Slovenia, dichiara il Comitato contro la tortura

Il sovraffollamento delle carceri, la carenza di personale e le difficoltà ad attrarre nuovo personale rimangono le principali sfide per il sistema penitenziario sloveno, nonostante gli sforzi compiuti dalle autorità per porvi rimedio, dichiara il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) in un nuovo rapporto sulla sua visita in Slovenia a ottobre 2024. La delegazione del CPT ha visitato le carceri di Capodistria e Lubiana, nonché l’istituto speciale di protezione sociale di Lukavci.

Dalla precedente visita nel 2017, nel corso della quale il CPT aveva notato con soddisfazione una lieve diminuzione della popolazione carceraria, la situazione è notevolmente cambiata. Vi è stato un netto aumento del numero di detenuti, mentre la capacità delle strutture penitenziarie è rimasta per lo più invariata. Nel carcere di Lubiana, ad esempio, lo spazio vitale per persona era chiaramente inferiore alla norma minima del CPT di 4 m2 per detenuto.

Il principale motivo di questo marcato aumento, citato da praticamente tutte le persone incontrate dal CPT, è stata l’impennata del numero di detenuti, la maggior parte dei quali era di nazionalità straniera e accusata o condannata per traffico illecito di migranti. Pertanto, più della metà delle persone detenute nel sistema penitenziario sloveno al momento della visita del 2024 era rappresentata da cittadini stranieri, l’80% dei quali era detenuto per motivi legati al traffico di migranti. Il sovraffollamento delle carceri aveva un impatto negativo non solo sulle condizioni di vita, ma anche su molti altri aspetti della vita in carcare, tra cui le relazioni fra i detenuti e le condizioni materiali.

Il problema del sovraffollamento era aggravato da un’altra sfida importante per il sistema penitenziario sloveno, ovvero la carenza di personale e le difficoltà ad attrarre nuovo personale. Al momento della visita, il 10% dei posti di funzionario penitenziario era vacante. La carenza di personale e le difficoltà ad attrarre e a mantenere nuovo personale erano considerate dalla direzione come una delle maggiori sfide e, secondo il CPT, minacciavano di compromettere l’assistenza fornita ai detenuti.


 Link al comunicato stampa

 Il CPT e la Slovenia


 

Consiglio d'Europa Strasburgo 6 maggio 2025
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