Una conferenza si è tenuta oggi a Madrid (Spagna) per segnare il primo anniversario dell’apertura alla firma della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.
La Convenzione quadro è il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante volto ad assicurare che le attività condotte nell’ambito del ciclo di vita dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) siano pienamente conformi ai diritti umani, alla democrazia e allo Stato di diritto.
Organizzata congiuntamente dal Comitato sull’intelligenza artificiale del Consiglio d’Europa (CAI) e dall’Università Complutense di Madrid, la conferenza è stata dedicata a riflessioni accademiche e critiche sul trattato. L’evento ha sottolineato il ruolo della convenzione nel mitigare i rischi che l’IA pone per i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, promuovendo al tempo stesso il progresso e l’innovazione.
L’evento ha riunito esperti accademici e membri dell’Ufficio del CAI, i quali hanno condiviso visioni teoriche e metodologiche sui principali temi della convenzione, tra cui la sua architettura normativa, il processo di negoziazione e le prospettive di attuazione.
Aperta alla firma il 5 settembre 2024 durante la conferenza dei ministri della Giustizia del Consiglio d’Europa a Vilnius, la convenzione ha svolto un ruolo centrale definendo norme e affrontando le lacune giuridiche emerse con i progressi tecnologici, favorendo al contempo il progresso e promuovendo l’innovazione.
Nell’ultimo anno, il trattato è stato firmato da 15 Stati membri o osservatori del Consiglio d’Europa (Andorra, Georgia, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Repubblica di Moldova, San Marino, Svizzera, Ucraina, Regno Unito, Canada, Israele, Giappone, Stati Uniti d’America), come anche dall’Unione europea e dall’Uruguay.
Conferenza su diritto, democrazia e rischio nell'era dell'intelligenza artificiale
L’Uruguay firma il trattato sull’IA

