Indietro Jean-Noël Barrot: la forza guadagna terreno sul diritto

Il ministro dell’Europa e degli Affari esteri francese all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa
Il ministro degli Affari esteri francese, Jean-Noël Barrot (a destra), prima del suo discorso dinanzi all'Assemblea parlamentare, insieme all’Ambasciatore Pap Ndiaye

Il ministro degli Affari esteri francese, Jean-Noël Barrot (a destra), prima del suo discorso dinanzi all'Assemblea parlamentare, insieme all’Ambasciatore Pap Ndiaye

Rivolgendosi all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Jean-Noël Barrot, ministro dell’Europa e degli Affari esteri francese, ha lanciato un avvertimento: i diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia sono oggi minacciati “anche nei paesi in prima linea in queste lotte”.

“Ogni giorno, la forza guadagna terreno sul diritto”, ha sottolineato, chiedendo all’Europa di dare l’esempio e difendere i diritti e le libertà fondamentali con determinazione.

Una preoccupante constatazione

Il ministro ha sottolineato il regresso democratico in Europa e oltre: elezioni contestate, giudici e giornalisti oggetto di intimidazioni, libertà pubbliche calpestate, diritti delle donne rimessi in discussione e persino il ritorno dello spetto della pena di morte. Ha citato in particolare l’adozione da parte della Knesset, in Israele, di una legge che estende la pena capitale, ricordando che “né la pace né la sicurezza possono essere costruite su discriminazioni e ingiustizia”.

Il capo della diplomazia francese ha inoltre elogiato la resistenza del popolo polacco, ungherese e moldovo alle pressioni. Di fronte al ritorno della guerra nel continente, ha evidenziato l’urgente necessità per l’Europa di ricostruire le sue forze militari, diplomatiche ed economiche. Ma questo riarmo, ha sottolineato, deve essere accompagnato da un “riarmo democratico”.

Il Consiglio d’Europa, baluardo di valori

Il ministro ha ricordato il ruolo centrale del Consiglio d’Europa e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, definita come “collante dell’unità europea”. Ha parlato dell’impatto della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul diritto francese, in particolare in materia di lotta contro le discriminazioni, rispetto della vita privata e libertà di espressione. Nonostante le critiche, soprattutto in ambito di politica migratoria, “la Francia riafferma il suo sostegno assoluto all’indipendenza e all’autonomia della Corte”, ha dichiarato.

Barrot ha elogiato altresì il lavoro dell’Assemblea parlamentare, definendola “coscienza democratica dell’Europa” e “voce dei suoi cittadini”. (segue...)

 

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