L’emiciclo del Consiglio d’Europa ha appena ospitato un importante dibatto sul tema “Il discorso d’odio online è la principale minaccia per la partecipazione dei giovani alla democrazia in Europa?”, che ha aperto nuove prospettive per affrontare le attuali sfide democratiche.
Più di 400 persone, tra cui Alain Berset, Segretario generale del Consiglio d’Europa, responsabili politici di spicco, eminenti figure della società civile, giornalisti, attori dell’innovazione tecnologica e accademici, hanno assistito a questo evento unico nel suo genere. Di fronte a questo pubblico, sei giovani pronti a difendere le loro posizioni con convinzione hanno partecipato a un dibattito sulla domanda posta.
La principale minaccia per la democrazia? Argomentazioni a favore e contro
Nel corso del dibattito è stato affermato che i social media sono diventati essenziali per l’impegno politico dei giovani, ma che rappresentano uno spazio sempre più ostile, polarizzato e tendente all’esclusione. Ciò riguarda in particolar modo i gruppi emarginati, tra cui le donne, le persone LGBTI, i Rom e altre minoranze. È stato sottolineato che gli spazi online tossici possono scoraggiare totalmente la partecipazione dei giovani alla vita democratica.
Gli oppositori di queste argomentazioni hanno sostenuto che i veri ostacoli sono una mancanza di fiducia persistente nelle istituzioni politiche, l’insicurezza economica e una mancanza di rappresentazione, non solo l’odio online. Hanno affermato che questi problemi strutturali sono le principali minacce che interessano la partecipazione dei giovani alla democrazia.
Il pensiero critico è essenziale per la democrazia
Il dibattito ha offerto uno spazio strutturato per esplorare diverse strade, confrontare le argomentazioni e comprendere meglio la complessità di questo tema, anziché cercare un’unica soluzione miracolosa. I giovani hanno dimostrato il valore di un dibattito ragionato, del pensiero critico e del giudizio consapevole, sapendo che per le sfide democratiche raramente esistono soluzioni semplici o unidimensionali.
Organizzato nel quadro della Settimana contro il discorso d’odio 2026 in occasione della Giornata internazionale per la lotta contro i discorsi d’odio, il 18 giugno, e rientrando nell’ambito del Nuovo patto democratico per l’Europa, questo dibattito ha dato risalto alle voci dei giovani, a nuovi punti di vista e al futuro della democrazia.
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