Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha pubblicato un memorandum sulla migrazione e sui controlli alle frontiere in Grecia, a seguito della sua visita nel paese dal 3 al 7 febbraio 2025.
Il Commissario nota che la Grecia è stata particolarmente interessata da arrivi irregolari, anche di persone in cerca di asilo. Riconosce inoltre che le forze dell’ordine dispiegate alle frontiere terrestri e marittime si trovano a operare in un ambiente complesso e difficile. Ciononostante, il Commissario esprime preoccupazione per le continue segnalazioni di persistenti pratiche di rimpatri sommari alle frontiere terrestri e marittime.
Rimpatriare persone senza condurre una procedura di identificazione individuale impedisce agli Stati membri di stabilire se queste persone rischiano, al loro ritorno, di subire violazioni dei diritti umani. Il Commissario osserva che questo potrebbe portare a violazioni dell’articolo 3 della CEDU e di altre norme del diritto internazionale e dell’UE che sono vincolanti per la Grecia. Il Commissario raccomanda di adottare un approccio di tolleranza zero nei confronti dei rimpatri sommari e di altre violazioni dei diritti umani, garantendo che le accuse di tali pratiche siano sottoposte a indagini tempestive, imparziali, complete ed efficaci e che tutte le persone oggetto di operazioni di controllo alle frontiere abbiano un accesso adeguato a procedure personalizzate per poter esprimere le loro esigenze di protezione, nonché a vie di ricorso effettive.
Il Commissario teme inoltre che le violazioni dei diritti umani ai confini rimangano impunite. Sebbene siano state prese misure per favorire il riconoscimento delle responsabilità, persistono problemi nella conduzione di indagini efficaci, come attestano anche recenti sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il Commissario raccomanda alle autorità greche di rivedere i meccanismi di responsabilità esistenti che sono competenti a indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse contro rifugiati, richiedenti asilo e migranti e a rispondere a tali violazioni, nonché prendere misure per affrontare le lacune che compromettono l’efficacia e l’indipendenza di tali meccanismi. Il Commissario chiede inoltre alle autorità greche di assicurare che gli organismi nazionali di difesa dei diritti umani abbiano la capacità di monitorare il trattamento dei richiedenti asilo e dei migranti alle frontiere e di riferire in merito, che le loro raccomandazioni siano prese in considerazione e che i nuovi meccanismi istituiti nel quadro del patto dell’UE sull’asilo e sulla migrazione siano efficaci.
Quanto al naufragio del peschereccio Adriana, una nave sovraccarica che trasportava circa 750 persone e affondata in acque internazionali al largo della città di Pylos il 14 giugno 2023, il Commissario raccomanda alle autorità greche di assicurare che vengano stabilite le responsabilità di qualsiasi atto o omissione che possa aver contribuito al naufragio di Pylos, conformemente alle norme enunciate nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, anche dando seguito al rapporto del Mediatore greco.
Infine, il Commissario sottolinea l’importanza di creare un ambiente in cui la società civile, i media e i difensori dei diritti umani che proteggono i diritti dei richiedenti asilo e dei migranti possano svolgere il loro lavoro liberamente e senza ostacoli.
Commenti delle autorità greche al memorandum del Commissario

