Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) ha pubblicato un rapporto sulla sua visita ad hoc in Bulgaria, condotta dal 16 al 23 settembre 2024, insieme alla risposta delle autorità bulgare. L’obiettivo della visita era quello di valutare l’attuazione delle raccomandazioni di lunga data del CPT riguardanti il trattamento e le condizioni di detenzione delle persone private della libertà in virtù della legislazione relativa agli stranieri.
Nonostante un’ottima cooperazione nel corso della visita, il Comitato nota con rammarico che, per molti aspetti (quali le condizioni materiali, le attività, i servizi sanitari, le informazioni, l’interpretazione, l’assistenza giuridica e i contatti con il mondo esterno), la situazione osservata negli istituti visitati era invariata o addirittura peggiorata rispetto a quella descritta nel rapporto sulla visita ad hoc del 2018.
Le autorità bulgare devono prendere le misure necessarie per porre fine ai maltrattamenti e impedire ulteriori “respingimenti”, ovvero il rimpatrio forzato di migranti irregolari che arrivano al confine o che sono presenti nel territorio della Bulgaria, senza un preventivo esame individuale volto a identificare le persone che necessitano di protezione, dichiara il CPT nel rapporto.
Il rapporto è pubblicato nel quadro della procedura di pubblicazione automatica, conformemente agli accordi presi con le autorità bulgare. Nella loro risposta, le autorità bulgare forniscono informazioni sulle misure prese per attuare le raccomandazioni del CPT.

