Dopo l’adozione di una nuova dichiarazione volta a migliorare la cooperazione in materia di criminalità transfrontaliera, il Segretario generale Alain Berset ha dichiarato che “la criminalità organizzata sfrutta le tecnologie digitali e non conosce confini: nessun paese può combatterla da solo. Una cooperazione internazionale forte è l’unico mezzo per fermarla. Il Consiglio d’Europa è in prima linea nell’adattare le norme giuridiche alle sfide odierne e nell’unire i paesi nella lotta contro la criminalità nell’era digitale”.
In un incontro tenutosi in precedenza nel quadro della Presidenza maltese del Comitato dei Ministri, i ministri della Giustizia degli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato una dichiarazione ed è stato inoltre aperto alla firma un nuovo protocollo addizionale alla Convenzione di assistenza giuridica in materia penale.
La tecnologia nella lotta contro la criminalità organizzata
Attraverso questo nuovo protocollo, noto come Protocollo della Valletta, il Consiglio d’Europa intende colmare le lacune giuridiche e procedurali della precedente convenzione del 1959, adottando al contempo meccanismi di cooperazione per superare le nuove sfide nell’ambito della giustizia e della sicurezza. Finora, i 16 Stati firmatari sono Belgio, Georgia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Malta, Portogallo, Regno Unito, Romania, San Marino, Svezia, Svizzera, Türkiye e Ucraina.
I ministri si impegneranno a integrare strumenti digitali che migliorano la rapidità, la sicurezza e l’accessibilità delle procedure di cooperazione. Una delle principali misure proposte nel protocollo è estendere l’utilizzo di mezzi elettronici di comunicazione e videoconferenza per ascoltare le vittime e gli esperti.
I ministri hanno inoltre incoraggiato l’elaborazione e l’adozione di norme comuni per un uso responsabile e sicuro degli strumenti digitali nella lotta contro la criminalità transnazionale. In questo contesto, hanno sottolineato l’importanza di assicurare che la digitalizzazione e l’utilizzo di mezzi elettronici rispettino le norme internazionali in materia di diritti umani, tra cui il diritto a un equo processo, alla protezione dei dati e a garanzie procedurali.
I paesi prevedono nuove misure di cooperazione
Un dialogo giuridico continuo, la promozione di fiducia reciproca, lo scambio di buone pratiche al di là dei confini e la formazione sono tutti elementi essenziali per rafforzare la cooperazione e stabilire partenariati efficaci. Una migliore cooperazione tra le autorità centrali nazionali, i pubblici ministeri e i tribunali è inoltre necessaria per attuare in modo efficace gli strumenti di assistenza giuridica, in particolare nel trattamento dei reati gravi (indagini, azioni penali, processi e prevenzione).
Uno degli obiettivi dei paesi europei sarà rafforzare la cooperazione tra gli Stati e con altre organizzazioni internazionali e regionali per far avanzare gli sforzi globali volti a combattere la criminalità transnazionale e organizzata. I ministri hanno sottolineato la pertinenza e la portata delle convenzioni del Consiglio d’Europa in aree quali l’assistenza giudiziaria, l’estradizione, la criminalità informatica, il riciclaggio di capitali, il finanziamento del terrorismo, la tratta di esseri umani, lo sfruttamento sessuale e gli abusi sessuali sui minori.
I ministri hanno infine sottolineato che i principi di assistenza giudiziaria, reciprocità e rispetto dei diritti umani, conformemente alle norme e alle regole nazionali, europee e internazionali, compresa la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, restano essenziali per rafforzare la cooperazione transfrontaliera in materia penale.
Presidenza maltese del Comitato dei Ministri

