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La profilazione etnica è una pratica persistente in Europa

Commissario per i diritti umani Strasburgo 9 maggio 2019
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La profilazione etnica è una pratica persistente in Europa

“La profilazione razziale o etnica nell’ambito delle attività di polizia è stata definita come ‘l’uso da parte delle forze dell’ordine, quando procedono a operazioni di controllo, sorveglianza o indagine, di motivi quali la razza, il colore della pelle, la lingua, la religione, la nazionalità o l’origine nazionale o etnica, senza alcuna giustificazione oggettiva e ragionevole”. Pur non essendo nuovo, è un fenomeno ancora diffuso nell’insieme degli Stati membri del Consiglio d’Europa, malgrado la crescente consapevolezza della necessità di contrastarlo, sostenuta da una solida giurisprudenza al riguardo”, ha dichiarato Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, nel suo Human Rights Comment pubblicato oggi.

“Sono numerosi i settori in cui la profilazione etnica si manifesta in maniera più marcata. Ad esempio, le politiche governative possono conferire eccessivi poteri discrezionali alle forze dell’ordine, che poi li utilizzano per prendere di mira gruppi o individui in base al colore della pelle o alla loro lingua. Molto spesso, la profilazione etnica è determinata da taciti pregiudizi”.


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