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Eliminare il sovraffollamento delle carceri: il CPT invita a intensificare le misure temporanee introdotte per prevenire il COVID-19

Comitato anti-tortura del Consiglio d’Europa (CPT) Strasburgo 9 luglio 2020
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Eliminare il sovraffollamento delle carceri: il CPT invita a intensificare le misure temporanee introdotte per prevenire il COVID-19

Il Comitato anti-tortura del Consiglio d’Europa (CPT) ha chiesto ai 47 Stati membri del Consiglio d’Europa di cogliere l’opportunità della lotta contro la pandemia da COVID-19 nelle carceri per porre fine al sovraffollamento grazie a misure d’urgenza istituite temporaneamente, compreso il ricorso ad alternative alla detenzione.

In una dichiarazione pubblicata a seguito della sua Dichiarazione di principi, rilasciata a marzo nel contesto della pandemia da COVID-19, il CPT afferma che occorre prendere ulteriori disposizioni per ridurre la detenzione provvisoria, astenersi quanto più possibile dal ricorso alla detenzione dei migranti e compiere ulteriori progressi nella deistituzionalizzazione delle cure psichiatriche.

Il CPT accoglie con favore il fatto che, secondo le informazioni fornite dagli Stati, molte amministrazioni penitenziarie hanno intrapreso prontamente delle azioni per proteggere le persone private della loro libertà da un possibile contagio e introdurre delle misure per compensare le restrizioni imposte per motivi di salute pubblica.

In particolare, la maggior parte degli Stati membri ha riportato un crescente ricorso a misure non privative della libertà come alternative alla detenzione, ad esempio la sospensione o il rinvio dell’esecuzione delle sentenze, l’avanzamento della liberazione condizionale, il rilascio temporaneo, la commutazione della pena di detenzione in arresti domiciliari o l’utilizzo esteso della sorveglianza elettronica, che hanno avuto tutte un impatto positivo sul diffuso fenomeno del sovraffollamento delle carceri.

Inoltre, molti Stati hanno preso delle misure per facilitare il contatto dei detenuti con il mondo esterno, ad esempio organizzando l’accesso a videochiamate tramite Internet o permettendo un accesso al telefono più frequente e di maggiore durata per il periodo di divieto delle visite. Quanto alla detenzione dei migranti, alcuni Stati membri hanno indicato che gli ordini di detenzione sono stati sospesi e/o che i centri di detenzione per i migranti sono stati temporaneamente messi fuori servizio.

Il CPT sottolinea che le restrizioni temporanee imposte per contenere la diffusione del virus nei luoghi di detenzione devono essere eliminate non appena smettono di essere necessarie, in particolare la restrizione del contatto dei detenuti con il mondo esterno e la riduzione del numero di attività che vengono loro proposte.


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