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Sorveglianza digitale da parte dei servizi di intelligence: gli Stati devono adottare misure per proteggere meglio le persone

Consiglio d'Europa Strasburgo 7 settembre 2020
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Sorveglianza digitale da parte dei servizi di intelligence: gli Stati devono adottare misure per proteggere meglio le persone

In una dichiarazione congiunta, la Presidente del Comitato della "Convenzione 108" del Consiglio d'Europa sulla protezione dei dati, Alessandra Pierucci, e il Commissario per la protezione dei dati del Consiglio d'Europa, Jean-Philippe Walter, hanno invitato gli Stati a rafforzare la protezione dei dati personali nel contesto della sorveglianza digitale da parte dei servizi segreti, aderendo alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei dati, la "Convenzione 108+", e promuovendo un nuovo strumento giuridico internazionale che fornisca garanzie efficaci e democratiche in questo campo.

"I Paesi devono concordare a livello internazionale la portata consentita della sorveglianza da parte dei servizi di intelligence, le condizioni in cui viene esercitata e secondo quali garanzie, ivi compreso un controllo efficace e indipendente", hanno sottolineato. L'elaborazione di un nuovo standard giuridico potrebbe basarsi sui numerosi criteri già messi a punto dai tribunali, tra cui la Corte europea dei diritti dell'uomo e la Corte Suprema degli Stati Uniti.

Con riferimento alla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 16 luglio 2020 su "Schrems II", secondo cui l’accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, denominato “Privacy Shield”, non fornisce un livello di protezione sufficiente per i dati personali trasferiti dall'UE agli USA a causa dell'insufficienti garanzie relative ai diritti umani nel contesto dell'accesso ai dati da parte dei programmi di sorveglianza del governo statunitense, la dichiarazione sottolinea che questa decisione ha conseguenze che vanno al di là dei trasferimenti di dati UE-USA e offre l'opportunità di rafforzare il quadro universale di protezione dei dati.

La dichiarazione ricorda il ruolo che il trattato aggiornato del Consiglio d'Europa sulla protezione dei dati personali - non ancora entrato in vigore -, può svolgere nel fornire un solido accordo giuridicamente vincolante per la protezione della vita privata e dei dati a carattere personale a livello globale, in particolare per quanto riguarda i flussi transfrontalieri di dati personali.

Se da un lato la Convenzione fornisce già un importante quadro giuridico internazionale per la protezione dei dati personali, che si concentra più nello specifico sulla necessità di una revisione e di un monitoraggio efficaci e indipendenti delle restrizioni alla protezione dei dati personali giustificate da motivi di sicurezza o di difesa nazionale, dall'altro non affronta in modo esplicito e completo alcune delle sfide poste a livello internazionale dalle capacità della sorveglianza di massa, il che richiede l'elaborazione di un nuovo standard giuridico internazionale specifico.

La Convenzione per la protezione delle persone con riguardo al trattamento automatico dei dati personali, nota anche come "Convenzione 108", è l'unico strumento internazionale giuridicamente vincolante dedicato alla protezione dei dati e della privacy che è aperto alla firma di tutti i paesi del mondo. Adottato nel 1981, il trattato è stato aggiornato nel 2018 con un protocollo, non ancora in vigore, che garantisce che i suoi principi di tutela dei dati siano sempre adeguati agli strumenti e alle pratiche attuali e rafforza il suo meccanismo di monitoraggio. Ad oggi, 55 paesi hanno ratificato la "Convenzione 108" e molti altri paesi in tutto il mondo l'hanno usata come modello per la loro nuova legislazione sulla protezione dei dati.


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