Le autorità ceche dovrebbero modificare la legislazione nazionale affinché le persone appartenenti alle minoranze nazionali possano esercitare in modo più flessibile i diritti sanciti dalla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali ed evitare che l'applicazione rigorosa delle soglie demografiche ostacoli il godimento di tali diritti.
Le autorità dovrebbero inoltre garantire un risarcimento effettivo per le sterilizzazioni di donne, in particolare di donne rom, effettuate illegalmente in passato e risarcire le vittime, nonché migliorare la situazione generale dei Rom, specialmente il loro accesso all'istruzione. (segue...)
La Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali è il trattato europeo più completo in materia di protezione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali. È il primo strumento multilaterale giuridicamente vincolante dedicato alla protezione delle minoranze nazionali a livello mondiale e la sua attuazione è monitorata da un Comitato consultivo composto da esperti indipendenti. Il trattato è entrato in vigore il 1° febbraio 1998 ed è ora in vigore in 38 Stati.
La Repubblica ceca estende la protezione prevista dal trattato a 15 minoranze nazionali (bielorussa, bulgara, croata, georgiana, tedesca, greca, ungherese, polacca, rom, russa, rutena, serba, slovacca, ucraina e vietnamita), le quali sono rappresentate nel Consiglio governativo per le minoranze nazionali.
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La Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali e la Repubblica ceca
Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali

