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App di tracciamento del COVID-19: gli effetti collaterali sulla protezione dei dati personali devono essere evitati

Consiglio d'Europa Strasburgo 28 aprile 2020
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App di tracciamento del COVID-19: gli effetti collaterali sulla protezione dei dati personali devono essere evitati

In una dichiarazione congiunta la Presidente del comitato della “Convenzione 108” sulla protezione dei dati del Consiglio d’Europa, Alessandra Pierucci, e il Commissario per la protezione dei dati del Consiglio d’Europa, Jean-Philippe Walter, hanno messo in guarda rispetto ai possibili effetti collaterali delle applicazioni di tracciamento digitale dei contatti utilizzate per contribuire alla lotta contro la pandemia da COVID-19 e chiedono l’istituzione di tutele adeguate per prevenire i rischi associati ai dati personali e alla privacy.

Dall’inizio della pandemia, i governi e le parti coinvolte nella lotta contro il virus si sono avvalsi di tecnologie digitali e analisi di dati per rispondere a questa minaccia. Alcuni paesi hanno utilizzato applicazioni per dispositivi mobili e altri le stanno prendendo in considerazione come risposta complementare alla necessità di eseguire rapidamente il monitoraggio dei contatti.

Volta a contribuire alle deliberazioni attualmente in corso in molti paesi, la dichiarazione è stata emessa per sottolineare che, ovunque si adottino tali soluzioni, è necessario istituire delle rigide tutele legali e tecniche per ridurre i rischi per la protezione dei dati personali e per la privacy.

L’eventuale adozione di tali applicazioni dovrà essere solo per un periodo di tempo limitato e unicamente su base volontaria. Queste applicazioni devono includere nella progettazione stessa tutele per prevenire o ridurre al minimo i rischi, garantendo ad esempio misure per impedire l’utilizzo dei dati relativi alla posizione delle persone, l’identificazione diretta o la reidentificazione.

Questa dichiarazione fa seguito a una prima Dichiarazione congiunta sul diritto alla protezione dei dati nel contesto della pandemia da COVID-19 emessa il 30 marzo.

Nel 1981, il Consiglio d’Europa ha adottato il primo trattato internazionale per affrontare il diritto delle persone alla protezione dei dati personali: la Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, nota anche come “Convenzione 108”. Nel 2018, il trattato è stato aggiornato attraverso un protocollo emendativo, non ancora in vigore, volto a garantire l’adeguamento dei relativi principi di protezione dei dati a fronte di nuovi strumenti e pratiche. Finora, hanno ratificato la “Convenzione 108” 55 paesi e molti altri l’hanno utilizzata come modello per la nuova legislazione in materia di protezione dei dati.

 


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