Il Comitato dei Ministri ha revocato l’immunità dell’ex Segretario generale Thorbjørn Jagland a seguito di una richiesta da parte delle autorità norvegesi nel quadro di una procedura relativa ad accuse di corruzione aggravata. La decisione fa seguito a rivelazioni fatte attraverso i media da novembre 2025 in merito a documenti pubblicati dalle autorità statunitensi nel caso Epstein.
Indagine amministrativa
Il Segretario generale Alain Berset ha ordinato un’indagine amministrativa interna informale a novembre 2025 per chiarire le circostanze e valutare potenziali implicazioni istituzionali. Condotta a novembre e dicembre e conclusa a gennaio 2026, l’indagine mirava a stabilire i fatti concreti e a fare in modo che la risposta dell’Organizzazione poggiasse su informazioni precise.
“A seguito delle rivelazioni di novembre 2025, ho preso tutte le misure che ho ritenuto necessarie per proteggere l’integrità e la reputazione del Consiglio d’Europa”, ha dichiarato il Segretario generale Alain Berset. “Ho chiesto l’apertura di un’indagine amministrativa interna informale per chiarire le circostanze di questo caso e verificare le informazioni disponibili.” Il Segretario generale ha raccomandato agli Stati membri di accordare la revoca dell’immunità. “Questo consentirà alla giustizia norvegese di svolgere il proprio lavoro e a Jagland, se perseguito penalmente, di difendersi”, ha dichiarato. Il Segretario generale ha sottolineato che la risposta dell’Organizzazione è stata guidata dai principi di trasparenza, responsabilità istituzionale e rispetto delle garanzie procedurali.
Audit interno ed esame delle pratiche di governance
Il Segretario generale Alain Berset ha deciso di avvalersi della direzione di supervisione interna del Consiglio d’Europa per verificare se vi siano state lacune o omissioni in seno all’Organizzazione in relazione ai fatti in questione. Parallelamente, ha avviato una riflessione più ampia sulle pratiche di governance istituzionale, notando che il Consiglio d’Europa ha sviluppato nel corso del tempo un solido quadro etico e normativo. “Senza attendere la decisione del direttore della supervisione interna o i risultati di un’indagine o di un audit, avvierò in parallelo un esame approfondito delle nostre pratiche di governance istituzionale”, ha dichiarato.
Contesto
Su richiesta delle autorità norvegesi, l’organo decisionale statutario del Consiglio d’Europa ha deciso di revocare l’immunità giurisdizionale accordata a Thorbjørn Jagland in qualità di ex Segretario generale per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni ufficiali e nei limiti della sua autorità, ai fini delle indagini condotte dall’Autorità nazionale norvegese per l’indagine e il perseguimento dei reati economici e ambientali (Økokrim).
Nel corso della riunione, i Delegati dei Ministri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, agendo in virtù dell’articolo 19 dell’Accordo generale sui privilegi e le immunità del Consiglio d’Europa, hanno dato seguito alla richiesta dell’8 febbraio 2026, precisando che:
- in virtù dell’articolo 16 dell’Accordo generale, il Segretario generale gode dei privilegi e delle immunità accordati secondo il diritto internazionale agli inviati diplomatici;
- in virtù dell’articolo 39(2) della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, l’immunità sussiste dopo la cessazione delle funzioni per gli atti compiuti nell’esercizio di funzioni ufficiali;
- l’immunità è accordata non per vantaggio personale, ma al fine di salvaguardare l’esercizio indipendente delle funzioni ufficiali.
Il Comitato dei Ministri ha inoltre indicato che l’Organizzazione coopererà con le autorità competenti per facilitare la corretta amministrazione della giustizia e ha invitato il Segretario generale a prendere in considerazione qualsiasi richiesta futura da parte dell’Økokrim riguardante altre informazioni o misure investigative relative a questo caso.
Leggere la richiesta di revoca dell’immunità da parte delle autorità norvegesi

