Il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato un terzo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, segnando una tappa importante nella modernizzazione della cooperazione giudiziaria.
Il nuovo Protocollo mira a rafforzare la capacità degli Stati e dei partner membri di rispondere efficacemente alla criminalità, in particolare in un contesto caratterizzato da rapidi cambiamenti politici, sociali e tecnologici. Il Protocollo integra e aggiorna la Convenzione adottata nel 1959 e i suoi primi due Protocolli addizionali, adeguandoli alle sfide contemporanee.
Tra i principali progressi figurano:
- la semplificazione e l'accelerazione delle procedure di assistenza giudiziaria;
- l'ampliamento delle situazioni in cui può essere richiesta l'assistenza giudiziaria;
- l'ampliamento dell'uso dei canali di comunicazione elettronica e delle videoconferenze, la possibilità di utilizzare strumenti di sorveglianza tecnica, quali i localizzatori GPS e l'intercettazione delle telecomunicazioni, nonché l'introduzione di limiti di tempo.
Il Comitato europeo per i problemi criminali (CDPC), promotore dell'iniziativa, aveva sottolineato la necessità di rivedere alcune disposizioni, in particolare alla luce degli insegnamenti tratti dalla pandemia da Covid-19 e del crescente ricorso agli strumenti digitali nella cooperazione giudiziaria.
Questo terzo Protocollo sarà aperto alla firma durante la Conferenza informale dei ministri della Giustizia, che si terrà alla Valletta (Malta) il 18 e il 19 settembre 2025. Tale Protocollo riflette la volontà comune degli Stati parti di rendere l'assistenza giudiziaria più efficace, flessibile e adeguata alle realtà attuali, garantendo al contempo un elevato livello di protezione dei diritti umani.

