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Incontro tra Consiglio d’Europa e Media and Law Studies Association (Turchia)

Scambio di opinioni tra il Direttore generale del Consiglio d’Europa per i diritti umani e lo Stato di diritto, Christos Giakoumopoulos, e il Presidente e il Vice Presidente dell’MLSA, Evin Barış Altıntaş e Veysel Ok
Portavoce del Segretario generale Strasburgo 13 Giugno 2018
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Evin Barış Altıntaş, Veysel Ok, Christos Giakoumopoulos e Daniel Höltgen

Evin Barış Altıntaş, Veysel Ok, Christos Giakoumopoulos e Daniel Höltgen

I rappresentanti del Consiglio d’Europa e della Media and Law Studies Association (MLSA) turca si sono riuniti oggi a Strasburgo per uno scambio di opinioni sulla situazione in Turchia e sul coinvolgimento della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

L’MLSA è una ONG turca non profit che opera per la democrazia (registrata come as Medya ve Hukuk Çalışmaları Derneği) fondata alla fine del 2017. L’MLSA ha recentemente organizzato eventi con i media e con avvocati specializzati nei diritti umani, in cui sono state discusse le decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo riguardanti la Turchia.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di raggiungere una migliore comprensione reciproca delle preoccupazioni dei difensori dei diritti umani turchi da un lato e dei principi giuridici del Consiglio d’Europa e della Corte europea dei diritti dell’uomo dall’altro. È stato uno scambio di opinioni approfondito, sostanziale e proficuo.

Il Consiglio d’Europa è consapevole del fatto che vi è una percezione comune tra le ONG secondo la quale la Corte europea dei diritti dell’uomo non dedica sufficiente attenzione alle questioni dei diritti umani in Turchia, ma ritiene che tale percezione sia fondata su una mancanza di informazioni e su idee errate.

Il Consiglio d’Europa sottolinea l’importanza dell’indipendenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (anche in relazione alle tempistiche delle sue decisioni) e del principio di sussidiarietà, in particolare l’Articolo 35 §1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo cui la Corte europea dei diritti dell’uomo può essere adita solo dopo l’esaurimento di tutte le vie di ricorso nazionali. La Corte europea dei diritti dell’uomo non può intervenire sulla base di preoccupazioni o percezioni generali, per quanto diffuse possano essere, ma prende decisioni sulla base delle prove giuridiche che le vengono presentate in ciascun caso specifico che si trova a valutare.

Il Consiglio d’Europa e la Corte europea dei diritti dell’uomo stanno monitorando attentamente la situazione in Turchia. La Corte si riserva il diritto di esaminare l’efficacia delle vie di ricorso nazionali alla luce degli sviluppi, soprattutto in relazione all’autorità delle sentenze pronunciate dalla Corte costituzionale turca sui tribunali di istanza inferiore.

Contatto: daniel.holtgen@coe.int


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