Negli ultimi anni, la Repubblica slovacca ha compiuto progressi e ha sviluppato buone pratiche nell’affrontare l’odio e l’intolleranza razziali in diversi ambiti. Tuttavia, secondo la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), alcune questioni sollevano preoccupazione e richiedono ulteriori misure volte a combattere il discorso e i reati d’odio, promuovere l’uguaglianza e l’accesso ai diritti e favorire l’integrazione delle comunità rom e LGBTI.
Nel suo ultimo rapporto di monitoraggio sulla Slovacchia, l’ECRI evidenzia sviluppi positivi quali l’adozione di un nuovo quadro nazionale per contrastare la radicalizzazione e l’estremismo, con particolare attenzione alla lotta contro il discorso d’odio online e ai minori e ai giovani. Accoglie inoltre con favore gli sforzi di sensibilizzazione per mettere in guardia i giovani rispetto ai pericoli del discorso d’odio online, una migliore formazione della polizia contro i reati d’odio e le misure di sostegno per i bambini rom nelle scuole, in particolare l’impiego di mediatori rom e la creazione di partenariati tra le scuole e le organizzazioni della società civile.
Vi sono stati miglioramenti significativi nell’accesso all’assistenza sanitaria per i beneficiari di una protezione temporanea e i Rom, anche attraverso il lavoro dei mediatori rom e i programmi di assistenza per le donne rom incinte e le giovani madri. (segue...)
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La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) è un organismo unico di monitoraggio dei diritti umani specializzato nelle questioni riguardanti la lotta contro il razzismo, l’intolleranza e la discriminazione (per motivi di “razza”, origine etnica/nazionale, colore, cittadinanza, religione, lingua, orientamento sessuale, identità di genere e caratteristiche sessuali) in Europa; elabora rapporti e formula raccomandazioni per gli Stati membri.

