Indietro Moderato aumento delle sanzioni alternative alla detezione in Europa

L’indagine 2025 del Consiglio d’Europa ha esaminato i sistemi di libertà vigilata in tutto il continente
Il tasso di libertà vigilata può essere interpretato solo se confrontato con il tasso di detenzione

Il tasso di libertà vigilata può essere interpretato solo se confrontato con il tasso di detenzione

Il ricorso a sanzioni e misure di comunità che consentono alle persone di rimanere all’interno della comunità, note anche come alternative alla detenzione, continua complessivamente ad aumentare in Europa, sebbene a un ritmo moderato, secondo le ultime statistiche penali annuali del Consiglio d’Europa sulle persone sottoposte alla supervisione delle autorità di libertà vigilata (indagine SPACE II del 2025), pubblicate oggi.

Il ricorso alla libertà vigilata aumenta, mentre le carceri raggiungono la loro capacità massima

Tra gennaio 2024 e gennaio 2025, il numero totale di persone in libertà vigilata è aumentato del 2,7% nei 32 servizi di libertà vigilata che hanno comunicato questo dato per entrambi gli anni.

Al tempo stesso, quasi la metà dei sistemi penitenziari europei segnala un sovraffollamento delle carceri o istituti penitenziari prossimi alla loro capacità massima, secondo le statistiche penali annuali 2025 del Consiglio d’Europa sulla popolazione carceraria (SPACE I), pubblicate a maggio.

L’indagine SPACE II presenta i dati sulle persone sottoposte alla sorveglianza di 48 servizi di libertà vigilata nei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, oggetto di sanzioni o misure di comunità, tra cui alternative alla privazione della libertà come il monitoraggio elettronico, i servizi per la comunità, gli arresti domiciliari, le cure, la semi-libertà e la libertà condizionale.

Le alternative alla detenzione restano un obiettivo del Consiglio d’Europa

Il Consiglio d’Europa, attraverso il Comitato dei Ministri e altri organi, tra cui il Comitato per la prevenzione della tortura, sostiene da molto tempo il ricorso ad alternative alla detenzione, poiché tali misure possono contribuire in modo efficace all’integrazione degli autori di reato nella società e al miglioramento del funzionamento delle carceri. Le Regole europee sulle sanzioni e misure di comunità del Consiglio d’Europa incoraggiano i governi ad assicurare che siano utilizzate in modo proporzionato ed equo, tenendo conto dei reati commessi e del profilo degli autori di reato.

Sebbene i sistemi penitenziari conteggino sistematicamente ogni persona detenuta nelle loro statistiche e anche la maggior parte dei servizi di libertà vigilata conteggi le singole persone (indipendentemente dalle misure di cui sono oggetto), alcuni servizi di libertà vigilata utilizzano metodi di conteggio diversi e potrebbero conteggiare i casi, i fascicoli o le decisioni. Queste ultime possono riguardare più di una persona; al contrario, in detti servizi, la stessa persona potrebbe essere conteggiata più di una volta (ad esempio, qualora sia oggetto di più di una decisione).

Enormi differenze nei tassi di libertà vigilata

Al 31 gennaio 2025, un totale di 1.433.011 persone in libertà vigilata erano sotto la supervisione dei 36 servizi di libertà vigilata che hanno comunicato i dati sul numero di persone sotto la loro supervisione, il che corrisponde a un tasso mediano di persone in libertà vigilata in Europa di 154 ogni 100.000 abitanti.

I tassi di libertà vigilata variano notevolmente nei paesi europei, il che riflette la diversità di approcci e pratiche in materia di giustizia penale. A gennaio 2025, i tassi di popolazione in libertà vigilata più alti sono stati registrati in Polonia (652 persone in libertà vigilata ogni 100.000 abitanti), Türkiye (495), Georgia (468), Armenia (430), Albania (387), Repubblica di Moldova (320), Inghilterra e Galles (Regno Unito) (276), Lettonia (267) e Italia (232), tra i paesi che utilizzano la persona come unità di conteggio.

Quattro dei cinque servizi che hanno registrato i tassi di libertà vigilata più bassi si trovano nella regione dei Balcani, dove i servizi di libertà vigilata sono stati istituiti più di recente. I tassi più bassi sono stati osservati in Montenegro (16), Grecia (21), Macedonia del Nord (31), Svizzera (44), Serbia (47), Bulgaria (48), Finlandia (72), Islanda (86) e Croazia (89).

In relazione ai 24 sistemi di libertà vigilata che conteggiano anche o soltanto le misure, i tassi di libertà vigilata più alti sono stati registrati in Polonia (726 persone in libertà vigilata ogni 100.000 abitanti), Belgio (628), Georgia (518), Armenia (479), Repubblica di Moldova (384) e Romania (338). I tassi più bassi sono stati osservati in Macedonia del Nord (31), Norvegia (38), Spagna (amministrazione statale) (39) e Croazia (89).

Considerando i paesi con oltre mezzo milione di abitanti che hanno comunicato dati sia al 31 gennaio 2024 sia al 31 gennaio 2025, indipendentemente dall’unità di conteggio (persone, casi o decisioni), 18 giurisdizioni hanno registrato un aumento dei propri tassi di popolazione in libertà vigilata, nove dei quali hanno riportato un aumento significativo: Armenia (+65%), Macedonia del Nord (+63%), Croazia (+14%), Serbia (+12%), Svezia (+9%), Catalogna (Spagna) (+9%), Türkiye (+8%), Azerbaigian (+7%) e Irlanda (+5%).

In sette servizi di libertà vigilata, il numero di persone sottoposte a supervisione si è notevolmente ridotto: Montenegro (-33%), Georgia (-22%), Albania (-21%), Scozia (Regno Unito) (-19%), Estonia (-18%), Cipro (-15%) e Lituania (-8,7%).

Non esiste una formula magica per stimare un adeguato tasso di persone in libertà vigilata

Secondo il professor Marcelo Aebi, responsabile del team di ricerca SPACE all’Università di Losanna, “non esiste una ‘formula magica’ per stimare un adeguato tasso di persone in libertà vigilata per una giurisdizione. Le alternative alla detenzione mirano a favorire l’inclusione sociale degli autori di reato, permettendo loro di rimanere all’interno della comunità. Di conseguenza, il tasso di libertà vigilata può essere interpretato solo se confrontato con il tasso di detenzione”.

Tra le giurisdizioni con almeno mezzo milione di abitanti che utilizzano la persona come unità di conteggio, i tassi più alti di libertà vigilata ogni 100 detenuti sono stati osservati in Armenia (492), Polonia (344) e Paesi Bassi (313). Al contrario, Montenegro (7,8 persone ogni 100 detenuti), Grecia (19) e Macedonia del Nord (21) hanno riportato i tassi più bassi, probabilmente perché i loro servizi di libertà vigilata sono più recenti.

A gennaio 2025, in 28 dei 36 servizi di libertà vigilata e penitenziari osservati, circa il 78%, il tasso di persone in libertà vigilata era superiore a quello della popolazione carceraria. Hanno fatto eccezione solo il Montenegro, la Grecia, la Macedonia del Nord, la Svizzera, la Serbia, la Bulgaria, la Croazia e l’Azerbaigian, dove il tasso di detenuti ogni 100.000 abitanti era superiore al corrispondente tasso di persone in libertà vigilata.

Le donne ammontavano al 10,7% della popolazione totale in libertà vigilata, contro il 5,4% della popolazione carceraria. Questa differenza potrebbe riflettere sia diversi tipi di reato tra gli uomini e le donne sia differenze nelle decisioni di condanna e rilascio. In proporzione, le donne erano più numerose in contesti di supervisione nella comunità che in carcere. I cittadini stranieri rappresentavano una persona in libertà vigilata su 10 nei paesi che utilizzano la persona per conteggiare la popolazione in libertà vigilata, una quota inferiore rispetto al 17% osservato in carcere in queste giurisdizioni, il che probabilmente riflette, tra altri fattori, i requisiti di residenza per l’idoneità alla libertà vigilata.


Condotta ogni anno per il Consiglio d’Europa dall’Università di Losanna, l’indagine SPACE fornisce una panoramica sul ricorso a pene privative dalla libertà (SPACE I) e a sanzioni e misure che si applicano nella comunità, dette anche alternative al carcere, (SPACE II) negli Stati membri del Consiglio d’Europa.

Se non diversamente specificato, i dati sono espressi in valori mediani che, essendo meno sensibili ai valori estremi, sono più affidabili dei valori medi.


 Key Findings of the “Probation and prisons in Europe 2025 report”

Read the SPACE II report for 2025 in full

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