Indietro Sanzioni e misure alternative alla detenzione: il Consiglio d’Europa pubblica i risultati dell’indagine annuale 2024

Notevole variazione dei tassi di libertà vigilata nel continente
1.426.960 persone sotto la sorveglianza di 37 servizi di libertà vigilata in Europa a gennaio 2024

1.426.960 persone sotto la sorveglianza di 37 servizi di libertà vigilata in Europa a gennaio 2024

Le misure alternative che consentono ai responsabili di reato di rimanere nella comunità rappresentano oggi la forma dominante di sorveglianza in Europa, secondo le statistiche penali annuali recentemente pubblicate dal Consiglio d’Europa sulle persone sottoposte alla supervisione dei servizi di libertà vigilata.

L’indagine presenta i dati sulle persone poste sotto la sorveglianza di 48 servizi di libertà vigilata negli Stati membri del Consiglio d’Europa, oggetto di diverse sanzioni o misure all’interno della comunità, tra cui alternative alla detenzione come il monitoraggio elettronico, i servizi per la comunità, gli arresti domiciliari, le cure, la semi-libertà e la libertà condizionale.

Dati relativi alla libertà vigilata in Europa

Al 31 gennaio 2024, un totale di 1.426.960 persone erano sotto la supervisione di 37 servizi di libertà vigilata che hanno fornito dati sul numero di persone sorvegliate. Ciò corrisponde a un tasso mediano di popolazione in libertà vigilata pari a 157 persone ogni 100.000 abitanti in Europa. Tra i 48 servizi di libertà vigilata che hanno risposto all’indagine, alcuni non utilizzano la persona come unità di conteggio, ma scelgono invece indicatori come il numero di casi o fascicoli. Pertanto, non sono stati in grado di fornire dati basati sul numero di persone.

Le amministrazioni con i più alti tassi di persone in libertà vigilata si sono registrate in Polonia (627 persone in libertà vigilata ogni 100.000 abitanti), Georgia (583), Türkiye (459), Albania (413), Repubblica di Moldova (320), Lettonia (273), Regno Unito (Inghilterra e Galles) (272) e Armenia (267). Le amministrazioni con i tassi più bassi sono state quelle di Macedonia del Nord (19 persone in libertà vigilata ogni 100.000 abitanti), Montenegro (23), Norvegia (42) e Svizzera (44).

Tra gennaio 2023 e gennaio 2024, il numero totale di persone in libertà vigilata è salito da 1.003.767 a 1.026.524 nei 20 servizi di libertà vigilata che utilizzano la persona come unità di conteggio e che hanno comunicato i dati per entrambi gli anni. Questo aumento del 2,3% conferma la crescente tendenza osservata negli ultimi anni. In particolare, questo incremento coincide con una riduzione del 4,6% della popolazione carceraria delle 20 amministrazioni penitenziarie corrispondenti. Tuttavia, se si considera il contesto europeo nel suo insieme, ovvero tutte le 51 amministrazioni penitenziarie, la popolazione carceraria è aumentata del 3,9%.

Il motivo dell’aumento del numero di persone in libertà vigilata non è chiaro

“L’aumento del numero di persone in libertà vigilata potrebbe indicare una volontà crescente di rafforzare la reintegrazione e favorire l’inclusione sociale delle persone condannate per reati minori. Tuttavia, essendo aumentata anche la popolazione carceraria a livello europeo, non è chiaro se ciò rappresenti un’evoluzione verso alternative o una generale estensione del controllo penale”, ha dichiarato il professor Marcelo Aebi, che dirige il team di ricerca SPACE presso l’Università di Losanna.

L'indagine mostra che le sanzioni nella comunità sono diventate la forma di sorveglianza dei responsabili di reato più frequentemente applicata in Europa. Ciononostante, questa predominanza non indica necessariamente un’evoluzione verso politiche di giustizia penale meno punitive. Infatti, potrebbe essere interpretata come segno di un maggiore ricorso ad alternative alla detenzione, ma anche come conseguenza di un’estensione del controllo penale, che consiste nel porre sotto sorveglianza persone che forse prima non sarebbero state oggetto di alcun intervento di giustizia penale.

Se si considerano i paesi con oltre 500.000 abitanti che hanno comunicato sia i dati fino al 31 gennaio 2023 sia quelli fino al 31 gennaio 2024, indipendentemente dalla loro unità di conteggio (persone, casi o ordinanze), otto amministrazioni hanno registrato importanti riduzioni dei tassi di libertà vigilata: Bulgaria (-14%), Montenegro (-13%), Cechia (-12%), Svezia (-9%) Monaco (-6,8%), Lettonia (-5,9%), Estonia (-5,9%) e l’amministrazione centrale della Spagna (-5,6%). Al contrario, in 11 amministrazioni il tasso di persone in libertà vigilata è notevolmente aumentato: Macedonia del Nord (+95%), Cipro (+27%), Slovacchia (+21%), Irlanda (+16%), Liechtenstein (+14%), Azerbaigian (+14%), Italia (+8,8%), Irlanda del Nord (+7%), Finlandia (+7%), Serbia (+6,9%) e Türkiye (+5,9%). In altre dieci amministrazioni, il tasso è rimasto stabile.

In generale, e secondo i valori mediani, nei paesi che utilizzano la persona come unità di conteggio, il 10,3% delle persone in libertà vigilata era rappresentato da donne e il 9,2% da persone di nazionalità straniera.


Condotta ogni anno per il Consiglio d’Europa dall’Università di Losanna, l’indagine SPACE fornisce una panoramica sul ricorso a pene privative della libertà (SPACE I) e a sanzioni e misure che si applicano nella comunità, dette anche alternative al carcere, (SPACE II) negli Stati membri del Consiglio d’Europa.

Se non diversamente specificato, i dati sono espressi in valori mediani che, essendo meno sensibili ai valori estremi, sono più affidabili dei valori medi.


  Testo completo dell’indagine SPACE II 2024

 Conferenza di Cracovia su come superare il ricorso eccessivo a sanzioni penali

 Crescente sovraffollamento nelle carceri europee

 Principali conclusioni: “Libertà vigilata e carceri in Europa 2024”


 

SPACE II Strasburgo 6 novembre 2025
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