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Tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali devono essere protette dalla discriminazione nel diritto e nella pratica

Segretario generale Strasburgo 15 maggio 2019
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In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, che si celebra il 17 maggio, il Segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland ha lanciato un appello a favore della giustizia e della piena protezione contro la discriminazione per tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere e dalle loro caratteristiche sessuali, in tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa.

“Non può essere tollerata alcuna discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e questo divieto deve essere enunciato a chiare lettere nel diritto e attuato nella pratica in tutti i nostri Stati membri”, ha dichiarato Thorbjørn Jagland.

Il Segretario generale ha aggiunto che le future discussioni che si terranno presso il Comitato dei Ministri per fare il punto sulla Raccomandazione del 2010 sulla lotta contro la discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere consentiranno agli Stati membri di dimostrare la loro volontà politica compiendo progressi per proteggere qualsiasi persona dalla discriminazione.

La maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa ha espressamente vietato la discriminazione basata sull’orientamento sessuale nella propria legislazione anti-discriminazione o in norme specifiche in materia di impiego, istruzione, salute, beni e servizi. Un numero inferiore di Stati membri ha espressamente vietato la discriminazione basata sull’identità di genere.

Il Segretario generale ha inoltre sollevato la questione dell’intervento chirurgico come condizione indispensabile per il riconoscimento giuridico del genere (il processo di modifica del nome e del genere delle persone transessuali nei documenti e nei registri ufficiali).

“Gli Stati europei devono allineare le loro legislazioni e pratiche alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in questo ambito”, ha affermato.


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