L’Europa non può contare unicamente sul riarmo militare per garantire la sicurezza futura, ha dichiarato oggi il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, sottolineando che la resilienza democratica, lo Stato di diritto e la prospettiva strategica a lungo termine sono altrettanto essenziali per il futuro dell’Europa.
Affrontare le minacce per la democrazia
All’apertura della conferenza “Prevedere la sicurezza democratica”, organizzata nel corso di due giorni a Strasburgo, il Segretario generale ha dichiarato che l’Europa, anziché reagire a crisi consecutive, dovrebbe imparare a prevedere meglio le sfide future.
Nel suo intervento di apertura intitolato “Plasmare il futuro dell’Europa: la prospettiva come pilastro del Nuovo patto democratico”, ha dichiarato che la sicurezza democratica necessita di istituzioni in grado non solo di rispondere alle minacce attuali, ma anche di prepararsi a quelle future.
Sottolineando la portata dei cambiamenti che interessano la sicurezza europea, ha affermato:
“Cosa fa l’Europa di fronte a questo? Cerca disperatamente delle risposte. E sceglie quella più scontata: il riarmo. La portata di questo riarmo è impressionante. In tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa, la spesa per la difesa supera ormai 500 miliardi di euro all’anno. L’Europa si riarma a una velocità senza eguali dalla guerra fredda.”
Pur riconoscendo la necessità di rafforzare la difesa, il Segretario generale ha messo in guardia ricordando che la potenza militare da sola non può garantire la sicurezza futura dell’Europa.
“La distinzione tra sicurezza fisica e non fisica è superata. Oggi, la vera questione è sapere se la sicurezza si basa sulla forza o sul diritto.”
Berset ha sottolineato che la sicurezza democratica poggia su istituzioni che godono della fiducia del pubblico e sono in grado di adattarsi a minacce che evolvono rapidamente.
Unirsi per assicurare una democrazia efficace
Nel quadro del Nuovo patto democratico per l’Europa, il Consiglio d’Europa collabora con i governi, i parlamenti, la società civile, il mondo universitario e i giovani al fine di individuare modi concreti per rafforzare la democrazia e far sì che rimanga resiliente, inclusiva e reattiva di fronte alle sfide future. La prospettiva strategica occupa un ruolo centrale in questo lavoro, poiché aiuta i responsabili dell’elaborazione delle politiche a non limitarsi a reagire agli eventi quando si presentano, ma a prepararsi a diversi scenari futuri possibili.
Questa conferenza di due giorni riunisce rappresentanti di istituzioni europee, governi, mondo accademico, gruppi di riflessione e società civile per esaminare il modo in cui la prospettiva strategica può rafforzare la resilienza democratica in un mondo sempre più incerto. I dibattiti vertono sulle fondamenta storiche della sicurezza democratica, sulle pressioni interne esercitate sulle società democratiche, sulle minacce ibride e sulle politiche necessarie oggi per preparare l’Europa alle sfide di domani.
Concludendo il suo discorso, il Segretario generale ha spiegato il motivo per cui riunire responsabili della pianificazione delle politiche e professionisti della democrazia nel quadro della regola della Chatham House è essenziale per costruire una resilienza democratica a lungo termine.
“La democrazia non è fatta per la rapidità. È creata per durare. Quando le crisi accelerano, la politica sprofonda nel brevissimo termine. Il Patto va nella direzione opposta. Insieme, possiamo immaginare e costruire la sicurezza democratica di nuova generazione. Non per il prossimo ciclo di notizie d’attualità, ma per i prossimi dieci, venti, trent’anni.”
Il secondo giorno, i partecipanti esamineranno le risposte apportate alle sfide democratiche interne e i modi di proteggere le istituzioni democratiche dalle minacce ibride. Parteciperanno inoltre a un esercizio di prospettiva strategica volto a esplorare diversi scenari possibili per la democrazia europea nel 2030. Le conclusioni della conferenza alimenteranno i lavori in corso per il Nuovo patto democratico per l’Europa.

