In occasione della Giornata mondiale dell’infanzia, il Consiglio d’Europa attira l’attenzione sul fatto che le barriere linguistiche, le limitate capacità del sistema scolastico e il difficile tracciamento dei bambini che non frequentano la scuola sono alcune delle principali sfide affrontate dai bambini dell’Ucraina che cercano rifugio e la possibilità di proseguire gli studi in Europa, come anche dagli Stati che li accolgono. Oggi, raggiunto il triste traguardo di mille giorni di guerra in Ucraina, è il momento di passare da soluzioni di emergenza a meccanismi più sostenibili e a lungo termine. Questo è il messaggio chiave di un nuovo studio cartografico preparato dal Segretariato del Gruppo di consultazione del Consiglio d’Europa sui bambini dell’Ucraina, in collaborazione con il Dipartimento dell’Istruzione dell’Organizzazione.
Il 50% dei bambini che hanno lasciato l’Ucraina a causa della guerra deve ancora essere iscritto nei sistemi scolastici dei paesi di accoglienza. Il 60% dei bambini iscritti segue lezioni online trasmesse dall’Ucraina, in parallelo alle lezioni del sistema scolastico classico. I bambini che fuggono dalla guerra spesso subiscono traumi, sono sottoposti a stress psicologico e provano un senso di instabilità. La situazione in alcuni Stati europei è molto più urgente che in altri: a maggio 2024, due Stati europei (Polonia e Cechia) avevano il più alto tasso di persone sotto protezione temporanea, fuggite dall’Ucraina.
Lo studio esamina queste e altre sfide con cui si confrontano gli Stati membri per assicurare ai bambini dell’Ucraina l’accesso all’istruzione, nonché le pratiche correnti*. L’analisi presenta inoltre efficaci strategie per integrare i bambini dell’Ucraina nelle scuole locali, adattare l’iscrizione e rendere flessibili le assegnazioni alle classi, proteggendo il loro diritto a un’identità culturale e incoraggiando la loro connessione alla cultura e alla lingua ucraine. Lo studio compie un nuovo passo verso la creazione di sistemi scolastici resilienti e inclusivi in tutta Europa.
Dall’inizio della guerra di aggressione da parte della Federazione russa contro l’Ucraina, gli Stati membri del Consiglio d’Europa si sono impegnati a proteggere i diritti e le libertà fondamentali dei bambini dell’Ucraina, compreso il diritto all’istruzione. Questo impegno è stato riaffermato nella Dichiarazione di Reykjavík, adottata dai capi di Stato e di governo a maggio 2023. Il Gruppo di consultazione sui bambini dell’Ucraina, istituito per attuare la Dichiarazione, ha guidato l’elaborazione dello studio.
* Lo studio cartografico si basa su ricerche documentarie condotte nel periodo maggio-giugno 2024 a partire da fonti ufficiali, non governative, universitarie o private online, disponibili in inglese, in ucraino e in polacco. Analizza le pratiche di 32 Stati membri del Consiglio d’Europa, in cui a maggio 2024 si registravano più di 10.000 rifugiati dall’Ucraina, ed è corredato con esempi di altri 13 Stati membri. L’ultimo aggiornamento dello studio è del 3 novembre 2024.

