Indietro Un consiglio per la lingua: QCER

Il quadro di riferimento per l'apprendimento delle lingue del Consiglio d'Europa
Duolingo ha un legame speciale con il Consiglio d'Europa

Duolingo ha un legame speciale con il Consiglio d'Europa

Molti di voi avranno sicuramente l'applicazione con il piccolo uccellino verde sul cellulare e con ogni probabilità avrete tutti sentito il suono che segnala una risposta corretta, magari sui mezzi pubblici: Duolingo. La piattaforma per l'apprendimento delle lingue ha conquistato il mondo intero. Offre corsi in 42 lingue, con un pubblico impressionante di oltre 34 milioni di utenti al giorno (sorprendentemente ci sono più persone che imparano l'irlandese su Duolingo che parlanti di questa lingua in Irlanda).

Tuttavia, quanti di voi conoscono il legame tra questa applicazione e il Consiglio d'Europa, ovvero che la valutazione degli studenti da parte di Duolingo si basa sul lavoro dell’Organizzazione?

Il passato imperfetto

Negli anni '80 le cose erano diverse per chi imparava una lingua. La professione di insegnante aveva attraversato alcune mode passeggere: i lettori più anziani probabilmente ricorderanno l’ossessione per l'ascolto e la ripetizione nei laboratori linguistici, considerati allora una sorta di chiave magica che avrebbe permesso di parlare correttamente una lingua. A poco a poco, tuttavia, stavano emergendo nuovi approcci. La sfida rimaneva come descrivere e misurare la padronanza di una lingua.

Alla fine degli anni '80 il Consiglio d'Europa ha lanciato il suo progetto sull'apprendimento delle lingue e la cittadinanza europea. Ancora oggi l'Organizzazione afferma che, per citare il suo Segretario generale Alain Berset, “L’insegnamento e l’apprendimento di più lingue non è un lusso culturale, ma una necessità politica” per rafforzare la democrazia e promuovere la tolleranza.

Il paradigma presente

Questo ha portato alla creazione del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), pubblicato nel 2001. Si tratta di una serie di descrittori dell'uso della lingua che indicano il livello di competenza linguistica, ciascuna classificata da A1 a C2. Il quadro mira a favorire la diversità linguistica e culturale, a promuovere l'educazione plurilingue e interculturale, a rafforzare il diritto a un'istruzione di qualità per tutti e a migliorare il dialogo interculturale, l'inclusione sociale e la democrazia.

L'uso di queste norme si è diffuso rapidamente, prima alle numerose lingue europee, comprese le lingue dei segni, poi in tutto il mondo, in paesi come il Canada e la Cina. Oggi, oltre alla versione europea originale che conosciamo bene, esistono versioni locali del QCER utilizzate in tutto il mondo, in paesi diversi come il Messico e la Malaysia.

Il futuro incondizionato

Nello scrivere i buoni propositi per il nuovo anno, molti di noi sentiranno una vocina nella testa sussurrare: “Quest'anno finalmente migliorerò la mia conoscenza del tedesco/polacco/portoghese/klingon” o, forse, “Perché non impararare una nuova lingua?”. Questo sarà l’anno giusto.

A gennaio, quando sfoglierete i volantini, cercherete un corso di turco per principianti o consulterete il programma linguistico di alcune famose app, vale la pena ricordare come questo piccolo quadro di riferimento del Consiglio d'Europa è diventato la norma mondiale.

Definire le norme. Questo è ciò che facciamo.

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Consiglio d'Europa Strasburgo 30 dicembre 2025
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