Il 26 settembre è la Giornata europea delle lingue. Proviamo a rispondere a un breve quiz:
- Quale Stato membro del Consiglio d’Europa ha più lingue ufficiali?
- Quale Stato ne ha meno?
- Qual è, tra gli Stati membri, quello la cui lingua dell’amministrazione nazionale ha il minor numero di parlanti? (Risposte in fondo alla pagina).
Nel 2001, le persone che celebravano la prima Giornata europea delle lingue non immaginavano che sarebbe diventata un festival annuale, con eventi in tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa. Gli obiettivi non sono cambiati. La giornata celebra la ricca palette di lingue parlate in Europa, il plurilinguismo e l’apprendimento delle lingue; promuove la consapevolezza del nostro patrimonio linguistico incoraggiando l’apertura verso lingue e culture diverse; incoraggia e sostiene l’apprendimento continuo delle lingue per la crescita personale, dai barns di Oslo alle babusias di Kiev.
Celebrando l’anniversario, il Segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset, ha dichiarato: “Questo anniversario non è solo una celebrazione, ma un invito ad agire per sostenere studenti motivati e autonomi, pronti a contribuire a un’Europa aperta, democratica e multilingue”.
Eventi sull’insegnamento delle lingue in tutto il continente
Gli aficionados delle lingue conoscono bene il Centro europeo per le lingue moderne, che opera sotto l’egida del Consiglio d’Europa a Graz, Austria. Si tratta di un’istituzione unica che promuove l’eccellenza e l’innovazione nell’insegnamento delle lingue. Il 26 settembre, si svolgeranno in tutta Europa innumerevoli eventi celebrativi, tra cui:
- un “mercato delle lingue”, dove sarà possibile partecipare a sessioni introduttive su lingue e alfabeti diversi, gustare deliziosi piatti nazionali e provare costumi nazionali (Prešov, Slovacchia);
- un festival del libro per bambini per celebrare la diversità linguistica (Edimburgo, Regno Unito);
- uno scambio linguistico sotto forma di speed-dating (Aarhus, Danimarca);
- la Grazer Sprachenfest, che propone passeggiate linguistiche guidate, teatro e workshop per tutte le età (Graz, Austria).
Si potrebbe pensare che non esista alcun legame tra una democrazia forte e dinamica e l’apprendimento delle lingue. Tutt’altro! Dopo la Rivoluzione francese, la nuova repubblica promosse l’apprendimento delle lingue come mezzo per operare a favore dei diritti umani e questo apprendimento è divenuto un elemento centrale della cittadinanza. Da allora, i paesi europei promuovono l’apprendimento delle lingue nell’ambito di un’istruzione completa, favorendo il dibattito, modi diversi di pensare e la tolleranza.
Apprendimento delle lingue e democrazia
Questo approccio è lo Zeitgeist del Consiglio d’Europa e del Nuovo patto democratico per l’Europa, un manifesto volto a rendere la democrazia più forte, più flessibile di fronte alle vecchie e alle nuove sfide e più inclusiva. Uno dei principali pilastri del patto è incoraggiare l’apprendimento e la pratica della democrazia sostenendo iniziative di istruzione formale e non formale, tra cui l’insegnamento delle lingue, che consentono ai cittadini europei, in particolare ai giovani, di acquisire le competenze, la mentalità e il pensiero critico necessari per una cittadinanza impegnata.
L’apprendimento delle lingue e il plurilinguismo contribuiscono alla costruzione di un’Europa democratica più inclusiva e più resiliente, l’Europa che vogliamo per il nostro futuro e per le generazioni future.
So how did you get on with the quiz? Answers:
-
Svizzera (4: francese, tedesco, italiano e romancio)
-
Islanda (solo circa 330.000 persone)
-
Regno Unito (0; il Regno Unito non ha una lingua ufficiale, sebbene l’inglese sia di fatto ufficiale e siano riconosciute sette lingue regionali)
Leggere la dichiarazione completa del Segretario generale
Trovare un evento della Giornata europea delle lingue nella propria area
Nuovo patto democratico per l’Europa
Centro europeo per le lingue moderne

