L’1 marzo 1998 la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (CELRM) entrò in vigore, diventando l'unico strumento al mondo giuridicamente vincolante per la tutela e la promozione di tali lingue.

Convenzione chiave del Consiglio d'Europa, la CELRM era, al tempo della sua stesura, la prima convenzione in materia di minoranze e il risultato di un processo inclusivo che coinvolgeva l'attuale Congresso dei poteri locali e regionali, l'Assemblea parlamentare, il Comitato dei Ministri e vari rappresentanti di minoranze nazionali e gruppi linguistici. 

Per 20 anni la CELRM ha contribuito allo sviluppo di leggi, politiche e pratiche relative alle lingue minoritarie, rendendo possibile e incoraggiando l'uso delle lingue regionali o minoritarie in tutte le sfere della vita pubblica, dall'istruzione, i mass media e la cultura alla pubblica amministrazione, ai tribunali e alle attività economiche. 

La CELRM è uno strumento unico e vivo, con un'applicazione pratica e dei risultati concreti, grazie al lavoro del suo organo di monitoraggio, il Comitato di esperti indipendente, e al continuo dialogo con gli stati e i rappresentanti dei locutori delle più di 70 lingue a cui si applica. Tutto ciò ha portato, tra le altre cose, al riconoscimento legale di lingue minoritarie che precedentemente non godevano di nessuno status, al riconoscimento del diritto di usare nomi nelle lingue minoritarie, all’ottenimento della possibilità di rivolgersi agli enti amministrativi e ai tribunali in queste lingue e di usarle negli ospedali e alla concessione di licenze per la trasmissione di programmi in lingue minoritarie. 

Le sfide politiche e sociali che l'Europa fronteggia oggigiorno rendono la CELRM ancora più rilevante, in quanto contribuisce, attraverso la tutela e la promozione delle lingue regionali o minoritarie, alla costruzione di un'Europa basata sulla democrazia e la diversità culturale. 

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Minorities and Minority Languages in a Changing Europe

On 18 and 19 June 2018, the Council of Europe is organising a high-level conference under the Croatian Chairmanship of the Committee of Ministers of the Council of Europe. The conference is being held on the occasion of the 20th anniversary of the Framework Convention for the Protection of National Minorities and the European Charter for Regional or Minority Languages and will take place at the Council of Europe in Strasbourg.

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Uno sguardo in retrospettiva all’elaborazione della Carta
Riguardando indietro al momento della stesura del trattato, all’impatto che ha avuto sin da allora e alle sfide del futuro, gli autori originari hanno sottolineato che rifarebbero tutto allo stesso modo. Gli obiettivi e i principi della Carta, infatti, sono d’attualità oggi come lo erano negli anni Ottanta, se non di più.

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  Il “padre fondatore” Mervyn Phillips, ex direttore esecutivo del Consiglio della contea di Clwyd in Galles e delegato esecutivo della Conferenza delle regioni periferiche marittime d'Europa sulla cultura, nel 2012 ci ha detto che

il riconoscimento del gallese come una lingua ufficiale del Galles era già stato deciso quando i lavori sulla Carta sono cominciati. Nelle discussioni del gruppo di lavoro, la pratica del gallese era considerata, già allora, come il metro per misurare l’importanza delle lingue minoritarie. In Galles, da quando c'è la Carta, alla lingua è stata data ancora più importanza.”  

Segretariato della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie

Direzione della governance democratica e dell'antidisciminazione
DGII Democrazia
Consiglio d'Europa
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