Indietro Rapporto sulla libertà di stampa: un ambiente sempre più ostile per il giornalismo in Europa

Lo scorso anno, sono stati lanciati in Europa 344 allarmi di gravi minacce alla libertà dei media
La libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti sono al centro della resilienza democratica

La libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti sono al centro della resilienza democratica

Nel 2025, la libertà di stampa in Europa ha subito continue pressioni, causate da minacce di natura giuridica, attacchi fisici e intimidazioni, tentativi di appropriazione dei media e repressione transnazionale, secondo il rapporto annuale delle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti.

Questa situazione è stata attenuata da iniziative condotte in diversi Stati e a livello europeo per migliorare la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti, in particolare l’adozione di piani d’azione volti a proteggere i giornalisti e leggi, in alcuni paesi, per affrontare questioni quali le azioni legali abusive, la disinformazione e la protezione delle fonti.

Giornalisti minacciati in un contesto di guerra e di proteste

Il rapporto, intitolato “On the tipping point: press freedom 2025” (2025: un momento critico per la libertà di stampa), osserva che la guerra della Russia contro l’Ucraina continua a rappresentare la minaccia più grave per i giornalisti: quattro operatori dei media sono stati uccisi, altri sono rimasti feriti e molti altri sono ancora detenuti nei territori occupati o risultano scomparsi.

In tutta Europa, i giornalisti sono stati spesso attaccati fisicamente durante le proteste dalla polizia, da attori politici e da manifestanti. Questo tipo di attacco è stato segnalato da un quarto degli Stati oggetto del rapporto, con i livelli più elevati registrati in Georgia, Serbia e Türkiye.

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La Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti è stata istituita dal Consiglio d’Europa nel 2015, in cooperazione con ONG internazionali di spicco attive nel campo della libertà di espressione e associazioni di giornalisti, con l’obiettivo di fornire informazioni che potrebbero servire come base per il dialogo con gli Stati membri su possibili misure protettive o correttive.

I 15 partner sono la Federazione europea dei giornalisti, la Federazione internazionale dei giornalisti, l’Associazione dei giornalisti europei, Article 19, Reporter senza frontiere, il Comitato per la protezione dei giornalisti, Index on Censorship, l’International Press Institute, l’International News Safety Institute, il Rory Peck Trust, l’Unione europea di radiodiffusione, PEN International, il Centro europeo per la libertà di stampa e dei media, Free Press Unlimited e la Fondazione Justice for Journalists.


 Ulteriori informazioni sulle attività del Consiglio d’Europa per la libertà dei media

 Il sostegno del Consiglio d’Europa all’Ucraina

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