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Serbia: la situazione dei Rom resta preoccupante

Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali Strasburgo 18 dicembre 2019
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Serbia: la situazione dei Rom resta preoccupante

La Serbia dispone di un quadro giuridico solido per la protezione delle minoranze nazionali e le autorità serbe compiono sforzi lodevoli per migliorare la situazione delle comunità rom, regolarizzare la situazione degli apolidi e sviluppare le iniziative culturali e i media delle minoranze. Tuttavia, il contrasto tra i livelli di protezione dei diritti delle minoranze nella provincia autonoma della Vojvodina e in altre regioni della Serbia rimane importante, la mancanza di dati ostacola gli sforzi di protezione dei diritti delle minoranze e la partecipazione delle stesse all’amministrazione pubblica dovrebbe essere notevolmente migliorata. Queste sono alcune delle conclusioni del nuovo rapporto sull’attuazione da parte della Serbia della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali (FCNM); il rapporto è stato pubblicato oggi insieme ai commenti del governo serbo.

La Serbia, paese multiculturale, comprende diverse minoranze nazionali, rappresentate da 23 Consigli nazionali delle minoranze nazionali. Tuttavia, secondo il rapporto, esistono ancora delle disparità nell’attuazione dei diritti delle minoranze. È necessario in particolar modo migliorare notevolmente il livello di protezione dei diritti delle minoranze nazionali al di fuori della Vojvodina. Le autorità dovrebbero dare la priorità alla rivitalizzazione economica di queste regioni migliorando le infrastrutture e creando maggiori opportunità di lavoro. Allo stesso tempo, non va sottovalutata la necessità di compiere ulteriori progressi nella Vojvodina, soprattutto per quanto riguarda il dialogo interculturale e la padronanza della lingua dello Stato.

In generale, importanti misure devono ancora essere prese per migliorare le relazioni tra le diverse comunità che vivono in Serbia: i Consigli delle relazioni interetniche sono ancora poco operativi e le loro competenze sono limitate. Occorrerebbe commissionare uno studio indipendente sul livello di funzionamento di tali consigli e, sulla base dei risultati ottenuti, elaborare e attuare una strategia globale volta a rilanciare le relazioni interetniche.


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