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L’Azerbaigian ha bisogno di maggiore libertà di parola, di più avvocati e di più posti di lavoro per i rifugiati

Commissario per i diritti umani Baku, Azerbaigian 12 luglio 2019
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La Commissaria con dei bambini in un insediamento di sfollati interni nei vecchi dormitori dell’Università tecnica nel distretto di Yasamal a Baku, Azerbaigian

La Commissaria con dei bambini in un insediamento di sfollati interni nei vecchi dormitori dell’Università tecnica nel distretto di Yasamal a Baku, Azerbaigian

“La libertà di espressione in Azerbaigian continua ad essere minacciata” ha dichiarato Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani, al termine di una visita di quattro giorni nel paese. Nel richiamare l’attenzione sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, che evidenziano un quadro preoccupante di arresti e detenzioni arbitrarie di critici nei confronti del governo, attivisti della società civile e difensori dei diritti umani, tramite procedimenti innescati per ritorsione e abuso del diritto penale, in violazione dello Stato di diritto, la Commissaria ha sottolineato che "la scarcerazione di tutte le persone detenute a causa delle opinioni espresse dovrebbe continuare ad essere una priorità". Ha inoltre ribadito il suo appello a depenalizzare la diffamazione.

La Commissaria ha inoltre sollevato presso le autorità la questione dei divieti di viaggio imposti a giornalisti, avvocati, attivisti politici e difensori dei diritti umani, per molti dei quali è stata riscontrata una violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. “Le autorità dovrebbero astenersi dal ricorrere alla pratica sproporzionata di imporre divieti di viaggio in modo arbitrario e revocare immediatamente quelli che contravvengono al diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio”.

Un altro punto cruciale della visita della Commissaria riguardava la penuria degli avvocati in Azerbaigian. La Commissaria ha rilevato che l'Azerbaigian ha il minor numero di avvocati ogni 100.000 abitanti tra i paesi del Consiglio d'Europa. Tale situazione pregiudica l'accesso alla giustizia, soprattutto nelle zone rurali, dove il numero di avvocati è molto basso.


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