Principi guida

La traduzione è stata curata da: Lorenzo Rocca e Clelia Ciliberto, membri del LAMI Group (ALTE)

Il progetto del Consiglio d'Europa "Integrazione Linguistica degli Adulti Migranti" (ILMA) ha lo scopo di aiutare gli Stati membri per lo sviluppo di politiche linguistiche fondate sui valori comuni del Consiglio stesso: rispetto dei diritti umani, dignità della persona, democrazia e Stato di diritto.

Il rispetto effettivo di tali principi fondamentali richiede un approccio coordinato che passa attraverso i diversi ambiti delle politiche d'integrazione (sociale, occupazionale ecc.), muovendo dalla consapevolezza dei reciproci diritti e doveri da parte di migranti e società ospitante.

Il Consiglio d'Europa ha elaborato strumenti di definizione di standard e raccomandazioni che stabiliscono buone prassi in contesto migratorio. Tali strumenti e tali raccomandazioni sono a loro volta integrate da linee guida di politica linguistica e tools sviluppati al fine di sostenerne l‘effettiva attuazione e la concreta applicazione, secondo un approccio inclusivo basato su valori condivisi. [Rif. 1]

Sulla base di questi valori, gli organismi responsabili delle politiche linguistiche sono invitati a considerare le modalità attraverso cui:

  • ATTUANO PROGRAMMI DI FORMAZIONE LINGUISTICA CHE FORNISCONO UNA CHIARA RISPOSTA AI BISOGNI DEI MIGRANTI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI DOMINI PERSONALE, SOCIALE E LAVORATIVO.
    Sotto tale aspetto prioritaria è l’identificazione dei bisogni, tanto a breve quanto a medio -lungo termine. Questi dovranno essere contemplati e riflessi negli obiettivi comunicativi, a loro volta definibili adattando le scale del "Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue" (QCER), (ad esempio: parlare con gli insegnanti dei propri bambini, parlare con i vicini, scrivere un curriculum per un lavoro, ecc.); [Rif. 2]
     
  • SI ASSICURANO CHE I PROGRAMMI SONO SUFFICIENTEMENTE APERTI PER ACCOGLIERE LE DIVERSITÀ DEI MIGRANTI IN QUANTO UTENZA FORTEMENTE ETEROGENEA.
    Non esiste infatti un modello standard poiché i migranti possono differire considerevolmente in termini di situazione personale, bisogni, capacità, precedente percorso educativo, grado di scolarità,profilo di albabetizzazione, tempi e disponibilità per l'apprendimento della lingua, progetto migratorio legato al Paese ospitante, anni di permanenza nello stesso ecc [Rif. 3]
     
  • SOSTENGONO I MIGRANTI NELLO SVILUPPO DI CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO AUTONOMO.
    Una volta terminato il corso l’utenza avrà infatti il bisogno di gestire il proprio apprendimento, ad esempio acquisendo autonomamente le competenze richieste sul posto di lavoro, per la costruzione di reti sociali, ecc. Il Portfolio Europeo delle Lingue (PEL) è stato progettato proprio per sostenere lo sviluppo di tali capacità; pertanto può essere utilizzato dai migranti per mettere in relazione i loro progressi anche rispetto ai livelli di competenza del QCER. [Rif. 4]
     
  • MONITORANO I CORSI DI LINGUA E CULTURA CIVICA PER ASSICURARE CHE SODDISFINO STANDARD DI GARANZIA DELLA QUALITÀ CONDIVISI A LIVELLO INTERNAZIONALE.
    L'esperienza dei corsi su misura, concepiti, realizzati ed erogati da professionisti adeguatamente formati, può essere più costosa, ma fornisce valore in termini di qualità-prezzo, maggtior coinvolgimento, frequenza più assidua, motivazione e, conseguentemente, risultati di apprendimento. [Rif. 5]
     
  • DEFINISCONO I LIVELLI DI COMPETENZA RICHIESTI IN MODO REALISTICO E FLESSIBILE IN MODO TALE DA RIFLETTERE LE ESIGENZE REALI E LE CAPACITÀ DEI MIGRANTI.
    Il QCER può essere utilizzato per definire "profili" disomogenei (ad esempio il livello A2 per l'interazione parlata, ma l’A1 per la lettura o l'interazione scritta), piuttosto che profili omogenei (A2 per tutte le competenze); nell'adattare il Quadro per scopi ufficiali, come la residenza o la cittadinanza, è importante guardare a livelli realistici e profili sostenibili, tenendo presente che nella maggior parte delle società e per la maggior parte dei madrelingua non è necessario svolgere i compiti previsti dai gradini più alti della scala del QCER; l'obbligo di dimostrare un livello "sufficiente" o un "livello buono" in L2 non è solo troppo vaga come assunzione di principio per poter essere utile, ma si basa sul presupposto, non dimostrato, che l’effettiva integrazione dipende da un dato livello di competenza linguistica. [Rif. 6]
     
  • SI ASSICURANO CHE I TEST FORMALI, SE UTILIZZATI, SIANO CONFORMI AGLI STANDARD DI QUALITÀ E NON VENGANO UTILIZZATI PER ESCLUDERE I MIGRANTI DALLA SOCIETÀ.
    Laddove i test vengono somministrati per scopi ufficiali, come la residenza o la cittadinanza, devono essere preparati da organismi professionali al fine di garantire che essi siano imparziali, affidabili ed equi. Tuttavia, non vi è alcuna relazione stabile tra il superamento di un test di lingua e un’ effettiva integrazione: i migranti possono essere integrati pur in presenza di competenze linguistiche limitate. La conoscenza della lingua si sviluppa attraverso l'uso nel tempo e nel quotidiano: non è quindi una precondizione, piuttosto il risultato della partecipazione alla vita sociale. Forme alternative di valutazione, come il PEL, costituiscono la prova di ciò che un discente può fare attraverso la lingua e potrebbero pertanto integrare o forse sostituire un test legato al QCER. [Rif. 7]
     
  • ELABORANO INCENTIVI EFFICACI PIUTTOSTO CHE SANZIONI INEFFICACI; PREMI TANGIBILI CONNESSI ALL'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE, COME ACCELERARE L'ACCESSO AL PERCORSO DEL LAVORO O AL WELFARE, FORNENDO IN TAL MODO UNA MOTIVAZIONE PIÙ FORTE.
    Le sanzioni che tentano di costringere i migranti a imparare, possono provocare un apprendimento meno efficace, nonché atteggiamenti negativi verso l'integrazione: misure sproporzionate possono essere discriminatorie e violare i diritti umani dei migranti. [Rif. 8]
     
  • VALUTANO LE LINGUE DI ORIGINE DEI MIGRANTI E LA LORO IDENTITÀ UNICA, PLURILINGUE E PLURICULTURALE.
  • Le lingue di origine svolgono un ruolo cruciale nel processo d'integrazione; un approccio plurilingue e interculturale da un lato dimostra che queste lingue sono ritenute importanti, dall’altro incoraggia i migranti a trasmetterle ai propri figli, evidenziandone la valenza come marcatori d'identità e risorsa per l’intera società. Le lingue sono infatti uno strumento essenziale per la costruzione della competenza interculturale e della coesione sociale. [Rif. 9]

La lingua o le lingue della società di accoglienza in cui i migranti stanno cercando di integrarsi, così come quelle che sono già parte del loro repertorio individuale, formano l’identità del cittadino attivo e democratico. Un approccio plurilingue e interculturale assicura pertanto che le lingue diventino strumenti d'integrazione, che uniscano piuttosto che isolare.

JS

* Il Consiglio d’Europa utilizza il termine ‘migrante’ riferendosi a coloro che sono migrati, compresi i richiedenti asilo, coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiati o protezione analoga, così come i cosiddetti ‘migranti economici’. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) definisce “migrante” chiunque si sposti o si sia spostato oltre un confine internazionale o all’interno di uno Stato lontano dal proprio luogo di residenza abituale, indipendentemente dallo status giuridico della persona stessa.

References


REF. 1: COUNCIL OF EUROPE POLICY

  • White Paper on Intercultural Dialogue - Living Together As Equals in Dignity, 2008, Council of Europe, EN   FR
  • Concept Paper: The role of languages in policies for the integration of adult migrants, 2008, Jean-Claude Beacco  EN   FR 
  • Integration of Adult Migrants and Education: Extracts from Council of Europe Conventions, Recommendations and Resolutions (1968-2015)  EN   FR

REF. 2: LANGUAGE PROGRAMMES TO RESPOND TO NEEDS

  • The ‘Common European Framework of Reference for Languages’ and the development of policies for the integration of adult migrants, 2008, David Little  EN   FR
  • Language learning, teaching and assessment and the integration of adult immigrants. The importance of needs analysis, 2008, Piet van Avermaet, Sara Gysen  EN   FR
  • Tailoring language provision and requirements to the needs and capacities of adult migrants, 2008, Hans-Jürgen Krumm / Verena Plutzar  EN   FR

See also Language courses & assessment, Richard Rossner
 

REF. 3: PROGRAMMES TO ACCOMMODATE THE DIVERSITY OF MIGRANTS

  • Language Learning in the Context of Migration and Integration – Challenges and Options for Adult Learners, 2008, Verena Plutzar, Monika Ritter  EN   FR
  • Living together in diversity - Linguistic integration in Flanders, 2008, Reinhilde Pulinx  EN   FR

REF. 4: DEVELOPING INDEPENDENT LEARNING SKILLS

  • The linguistic integration of adult migrants and the ‘Common European Framework of Reference for Languages, 2012, David Little  EN   FR
  • Responding to the language needs of adult refugees in Ireland: an alternative approach to teaching and assessment, 2008, David Little  EN   FR
  • Linguistic integration of adult migrants and the ELP: an introduction, 2012, David Little EN   FR
  • The European Language Portfolio for Adult Migrants: Learning the language of the host country, 2012, Barbara Lazenby Simpson (and related documentsEN   FR   IT

See also:
- Language policies for adult migrants : from values to education, Jean-Claude Beacco
- CEFR and Levels of proficiency, David Little

REF. 5: MEETING ACCEPTED STANDARDS OF QUALITY ASSURANCE

  • Adult migrant integration policies: Principles and implementation (with an overview of papers), 2010, Jean-Claude Beacco  EN   FR
  • Quality assurance in the provision of language education and training for adult migrants – Guidelines and options, 2008, Richard Rossner  EN   FR
  • Responding to the language needs of adult refugees in Ireland: an alternative approach to teaching and assessment, 2008, David Little  EN   FR

See also Language courses & assessment, Richard Rossner

REF. 6: REALISTIC AND FLEXIBLE PROFICIENCY LEVELS

  • The linguistic integration of adult migrants and the ‘Common European Framework of Reference for Languages’, 2012, David Little EN   FR
  • Education: Tailor-made or one-size-fits-all? A project commissioned by the Nederlandse Taalunie, 2008, ITTA/Elwine Halewijn, CTO/Annelies Houben, Heidi De Niel  EN   FR

See also:
- Language policies for adult migrants : from values to education, Jean-Claude Beacco
- CEFR and Levels of proficiency, David Little

REF. 7: QUALITY AND TRANSPARENCY OF FORMAL TESTS

  • The Linguistic Integration of Adult Migrants: evaluating policy and practice (Reference Document for the conference held in 2010), David Little (ed.)  EN   FR   IT
  • Quality assurance in the provision of language education and training for adult migrants – Guidelines and options, 2008, Richard Rossner  EN   FR
  • The role of literacy in the acculturation process of migrants, 2008, Hervé Adami   EN   FR
  • Language tests for social cohesion and citizenship – an outline for policy makers, 2008, ALTE Authoring Group (Association of Language Testers in Europe) EN   FR
    The following language versions were kindly provided by ALTE members: BG   DE   IT    NO
  • Providers of courses for adult migrants- Self-assessment Handbook, 2012, Richard Rossner EN   FR   IT   SL

REF. 8: EFFECTIVE INCENTIVES RATHER THAN INEFFECTIVE SANCTIONS

  • Concept Paper: The role of languages in policies for the integration of adult migrants, 2008, Jean-Claude Beacco EN   FR

See also: Linguistic Profiles and profiling, Hans-Jürgen Krumm

REF. 9: VALUE MIGRANTS’ LANGUAGES OF ORIGIN

  • Concept Paper: The role of languages in policies for the integration of adult migrants, 2008, Jean-Claude Beacco EN   FR 
  • The role of literacy in the acculturation process of migrants, 2008, Hervé Adami  EN   FR

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