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Il Segretario generale Jagland afferma che i finanziamenti del bilancio ordinario del Consiglio d’Europa dovrebbero provenire dagli Stati membri e non dall’Ue

Sessione dell'Assemblea parlamentare Strasburgo 9 aprile 2019
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Thorbjørn Jagland

Thorbjørn Jagland

Nel suo ultimo intervento dinanzi all’Assemblea parlamentare prima dell’elezione del suo successore in giugno, il Segretario generale Thorbjørn Jagland ha risposto a diverse domande riguardanti la crisi di bilancio dell’Organizzazione, dovuta al mancato versamento del contributo finanziario della Federazione russa da quasi due anni. Ha respinto l’idea che possano esistere alternative valide al piano finanziario di emergenza, che dovrebbe essere attuato entro la fine dell’anno, quali la possibilità di chiedere fondi all’Unione europea, o di ottenere un prestito bancario. Jagland ha dichiarato che, se è vero che l’Ue potrebbe finanziare progetti specifici, quali ad esempio quelli previsti in Ucraina, non è né lo “zio paperone”, né un bancomat da utilizzare per le spese correnti del bilancio ordinario, che dovrebbe, a suo avviso, essere finanziato unicamente con denaro pubblico proveniente dagli Stati membri del Consiglio d’Europa. Per quanto concerne la possibilità di ottenere un prestito, ha affermato che nessuna banca sarebbe disposta a concedere prestiti a tempo indeterminato, senza conoscere l’importo del prestito richiesto e la sua durata.

In risposta a una domanda circa le conseguenze dell’uscita della Russia dal Consiglio d’Europa, il Segretario generale ha affermato che una cosiddetta ‘Ruxit ‘ porterebbe alla creazione di un’Europa diversa, con nuove linee divisorie tra la Russia, i cui 140 milioni di abitanti sarebbero privati dell’accesso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, e il resto del Continente.

Interrogato sull’esito controverso delle elezioni comunali a Istanbul, Jagland ha risposto che il Congresso dei poteri locali e regionali è stato l’unico organo internazionale ad avere monitorato lo svolgimento delle elezioni locali in Turchia. Ha aggiunto che il Consiglio d’Europa segue da vicino la situazione nella città più popolosa del paese.

In risposta a una domanda sull’impatto esercitato dalla piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti, istituita nel 2015, il Segretario generale ha risposto che 12 delle più prestigiose organizzazioni europee di giornalisti si dimostrano partner soddisfatti della piattaforma. Ha riconosciuto l’esistenza di problemi con alcuni Stati membri, sottolineando che un certo numero di questioni sono state risolte con successo.

Nel rispondere alla domanda sui consigli che darebbe al suo successore, dopo l’esperienza di un decennio a capo dell’Organizzazione, Jagland ha indicato che formulerebbe tre proposte. In primo luogo, dovrebbe essere tutelato e preservato l’attuale ‘acquis’ del Consiglio d’Europa, comprendente la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la Carta sociale europea e numerose convenzioni. In secondo luogo, dovrebbe essere protetta la Corte europea dei diritti dell’uomo. Infine, occorrerebbe estendere tale ‘acquis’, per affrontare le nuove sfide che si pongono all’Europa, tra cui l’Intelligenza artificiale e la lotta contro le nuove forme di schiavitù moderna. 


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