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Georgia: Il CPT si congratula con le autorità per la lotta ai maltrattamenti, le sollecita ad affrontare il problema posto dal sistema di gerarchie informali tra detenuti e dalla mancanza di attività svolte al di fuori delle celle e a migliorare le cure per la salute mentale

Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) Strasburgo 10 maggio 2019
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Georgia: Il CPT si congratula con le autorità per la lotta ai maltrattamenti, le sollecita ad affrontare il problema posto dal sistema di gerarchie informali tra detenuti e dalla mancanza di attività svolte al di fuori delle celle e a migliorare le cure per la salute mentale

Nel suo rapporto sulla Georgia pubblicato in data odierna, il Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT), ha espresso soddisfazione per l’assenza di accuse di maltrattamenti negli istituti penitenziari visitati, ha apprezzato gli sforzi compiuti per affrontare il problema del sovraffollamento delle carceri, migliorare l’accesso alle cure sanitarie e le condizioni di vita dei detenuti. Ha tuttavia esortato le autorità ad affrontare senza indugio la violenza tra detenuti, la grave carenza di attività proposte ai detenuti al di fuori delle celle, l’uso di “celle di isolamento per attenuare l’aggressività” come punizione e le gravi carenze nella fornitura di assistenza per la salute mentale.

Il rapporto fa seguito all’ultima visita in Georgia del Comitato anti-tortura, effettuata dal 10 al 21 settembre 2018. La delegazione del CPT ha esaminato il trattamento delle persone trattenute dalla polizia e la situazione dei detenuti negli istituti carcerari, in particolare nelle carceri ad alto rischio e nelle strutture con regime semi-aperto, nonché nelle carceri minorili. Ha inoltre effettuato visite in diversi ospedali psichiatrici e, per la prima volta in Georgia, in un centro di trattenimento per migranti.

La delegazione non ha ricevuto praticamente nessuna segnalazione credibile di maltrattamenti intenzionali negli istituti penitenziari visitati. Ha constatato che il sovraffollamento non costituisce più un grave problema e che le condizioni materiali dei detenuti variano da un luogo all’altro, ma sono generalmente accettabili.


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