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La Polonia deve porre fine alla stigmatizzazione delle persone LGBTI

Commissaria per i diritti umani Strasburgo 3 Dicembre 2020
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La Polonia deve porre fine alla stigmatizzazione delle persone LGBTI

"I funzionari pubblici e gli opinionisti dovrebbero smettere di promuovere un clima d’odio e d'intolleranza nei confronti delle persone LGBTI e rafforzare invece il rispetto dei loro diritti umani. La stigmatizzazione e l’incitamento all’odio comportano un rischio reale di legittimare la violenza. L'acronimo LGBTI non designa un'ideologia, ma delle persone", ha affermato Dunja Mijatović, Commissaria del Consiglio d'Europa per i diritti umani, in un memorandum pubblicato oggi, in cui invita le autorità polacche a porre fine alle attuali tendenze negative che prendono di mira le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (LGBTI) in Polonia. Il memorandum si basa sul lavoro condotto dalla Commissaria per la tutela dei diritti umani delle persone LGBTI in Europa e fa seguito alle consultazioni online con le autorità polacche, le strutture nazionali per i diritti umani e le organizzazioni non governative che lavorano per proteggere i diritti delle persone LGBTI in Polonia, tenutesi tra il 12 e il 23 ottobre 2020.

La Commissaria è profondamente preoccupata per il tangibile aumento del linguaggio che incita all’odio e la diffusione di discorsi omofobi da parte di funzionari pubblici e di altri organismi e personalità influenti della società polacca. "L'odio e la disumanizzazione hanno un impatto negativo non solo sulle vittime, ma anche sul benessere della società. Trasmettono un segnale di esclusione e minacciano la coesione sociale", ha dichiarato la Commissaria. Esorta vivamente tutte le autorità pubbliche, i politici e gli opinion leader polacchi ad astenersi da invettive cariche d’odio e da qualsiasi discorso che stigmatizzi le persone LGBTI, e a denunciare fermamente tali azioni e dichiarazioni, anche quando provengono da privati. Chiede inoltre alla Polonia di garantire che i discorsi d'odio e i crimini motivati dall'odio fondati sull'orientamento sessuale, l'identità di genere e le caratteristiche sessuali siano debitamente puniti nella legge e nella pratica, anche riconoscendo il pregiudizio in tal senso come circostanza aggravante.

La Commissaria è rimasta particolarmente sconvolta dall'adozione di dichiarazioni e carte anti-LGBT da parte di molti governi locali e comuni polacchi e da diversi esempi di sostegno pubblico a progetti e iniziative omofobe. A suo avviso, tali azioni sono un segnale estremamente allarmante di pubblica legittimazione dell'odio, dell'intolleranza e dell'esclusione da parte delle autorità, che di fatto incoraggiano tali comportamenti. Sottolineando che tutti gli esseri umani sono uguali e dovrebbero essere trattati come tali, la Commissaria chiede la revoca delle dichiarazioni e delle carte anti-LGBT ed esorta il governo polacco a garantire che le iniziative che promuovono direttamente o indirettamente l'odio e l'intolleranza nei confronti delle persone LGBTI non ricevano alcun sostegno pubblico. La Commissaria chiede inoltre che vengano respinte diverse proposte di legge, attualmente in attesa di approvazione da parte del Parlamento polacco, che riguardano le persone LGBTI.


 Sito della Commissaria per i diritti umani 


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