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Memoria dell'Olocausto

“Dimenticare l’Olocausto sarebbe uccidere una seconda volta” – Elie Wiesel, sopravvissuto all’Olocausto e difensore dei diritti umani

“Olocausto” è il nome dato all’uccisione sistematica di sei milioni di ebrei da parte del regime nazista e dai suoi alleati durante la Seconda guerra mondiale. Oltre agli ebrei, altri gruppi sono stati perseguitati per quella che veniva percepita come la loro inferiorità raziale e biologica. Tra questi gruppi figuravano i Rom, le persone con disabilità, i prigionieri di guerra sovietici e gli omosessuali. Altri, come i testimoni di Geova, i socialisti e i comunisti, furono presi di mira per il loro credo religioso e politico. “Olocausto” è un termine greco che significa “sacrificio consumato col fuoco”. Gli ebrei lo chiamano anche “shoah”. Per i nazisti, l’obiettivo della cosiddetta “soluzione finale” era eliminare tutti gli ebrei d’Europa. Sebbene la maggior parte delle vittime perse la vita in campi di concentramento come Auschwitz-Birkenau, molte persone morirono per mano delle squadre della morte mobili e altre in ghetti come quello di Varsavia.

Photo Credit : Elie Wiesel Foundation for Humanity

 Cronologia dell'Olocausto

La nomina di Hitler a cancelliere tedesco nel 1933 segnò l’inizio della persecuzione degli ebrei. Il primo campo di concentramento venne costruito a Dachau, vicino a Monaco, due mesi dopo la sua elezione. Inizialmente, gli ebrei vennero sottoposti a vessazioni e umiliazioni, ma nel 1938 la cosiddetta Kristallnacht, Notte dei cristalli, segnò una grande escalation di violenza, con migliaia di negozi, sinagoghe e case incendiati, quasi 100 ebrei uccisi e migliaia di altri ebrei imprigionati. Nel 1942 fu concepita la “soluzione finale” e poco dopo iniziarono le uccisioni di massa nelle camere a gas di campi come Treblinka e Belzec. Il massacro fu fermato solo nel 1945 con l’invasione, da parte degli alleati, della Germania e della Polonia, allora occupata dai nazisti.

30 gennaio 1933

Nomina di Hitler a cancelliere

A seguito dello scioglimento anticipato del Reichstag, il partito nazista rimaneva il gruppo più importate nel parlamento dopo le elezioni federali di novembre 1932. Sebbene Hitler non riuscì a ottenere la maggioranza, il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg gli consentì di formare un governo.

Photo credit: Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002 / CC-BY-SA, CC BY-SA 3.0 DE h, via Wikimedia Commons

23 marzo 1933

Primo campo di concentramento a Dachau

Il campo era inizialmente destinato alla sola detenzione di prigionieri politici. Ciononostante, dopo la sua inaugurazione da parte di Heinrich Himmler, fu ingrandito per accogliere i lavori forzati. Si stima che durante l’attività del campo furono uccise 41.500 persone, tra cui ebrei, criminali tedeschi e austriaci e cittadini di paesi occupati.

Photo credit: Accessed at United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives & Records Administration

7 aprile 1933

Emanazione di leggi che vietavano agli ebrei di ricoprire incarichi di servizio civile, nelle università e nell’apparato statale

La legge per la restaurazione del servizio civile professionale fu una delle prime leggi antisemite e razziste adottate durante il Terzo Reich. Dopo nuove elezioni legislative a marzo 1933, nelle quali Hitler non riuscì nuovamente a ottenere la maggioranza, il partito nazista creò un governo di coalizione con il partito popolare nazionale tedesco (DNVP). Successivamente, Hitler adottò una legge che gli conferiva di fatto poteri dittatoriali, potendo così prendere di mira la popolazione ebraica del paese.

15 settembre 1935

Adozione delle leggi di Norimberga che privano gli ebrei della cittadinanza tedesca

Vennero adottate nuove leggi antisemite e razziste, in particolare la legge sulla protezione del sangue tedesco e dell’onore tedesco, che vietava i matrimoni e le relazioni extraconiugali tra ebrei e tedeschi. La legge sulla cittadinanza del Reich affermava che solo le persone di sangue tedesco o affine potevano essere cittadini del Reich. Il resto della popolazione veniva privato di ogni diritto di cittadinanza.

13 marzo 1938

Anschluss, invasione dell’esercito tedesco in Austria

L'invasione dell’esercito tedesco in Austria venne accolta calorosamente dalla maggior parte della popolazione. L'annessione senza opposizione condusse in particolar modo all’introduzione delle leggi antisemite in Austria.

Photo credit: Heinrich Hoffmann, Public domain, via Wikimedia Commons

5 ottobre 1938

Passaporti degli ebrei tedeschi contrassegnati con una “J” rossa

Il ministero dell’Interno invalidò tutti i passaporti tedeschi posseduti da ebrei. Gli ebrei dovevano restituire i vecchi passaporti, i quali sarebbero tornati di nuovo validi solo dopo essere stati contrassegnati con la lettera “J” di Jude (ebreo).

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

9 novembre 1938

La Notte dei cristalli, pogrom contro gli ebrei

La crescente ostilità nei confronti della popolazione ebraica in Germania portò alla distruzione e al saccheggio di 7.000 negozi appartenenti a ebrei durante la notte del 9 novembre 1938. Centinaia di sinagoghe e di case di ebrei vennero incendiate. Novantadue ebrei furono assassinati e 31.000 arrestati e inviati in campi di concentramento. Il nome del pogrom deriva dai vetri infranti delle vetrine dei negozi degli ebrei. Nelle settimane successive, nuove leggi portarono alla chiusura di tutte le imprese di ebrei, all’espulsione dei bambini ebrei dalle scuole pubbliche e a limitazioni della libertà di circolazione degli ebrei.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

30 gennaio 1939

Discorso al Reichstag

Il discorso pronunciato il 30 gennaio 1939 al Reichstag è ricordato soprattutto poiché Hitler vi dichiarava che se ci fosse stata un’altra guerra mondiale, gli ebrei d’Europa sarebbero stati eliminati. Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista, partecipò alla stesura del discorso, pronunciato in occasione del sesto anniversario della presa di potere da parte di Hitler nel 1933. Durò due ore e mezzo e fu incentrato sulla politica nazionale ed estera.

1 settembre

La Germania invade la Polonia: scoppia la seconda guerra mondiale

Il 1° settembre del 1939 ebbe inizio l’invasione tedesca, una settimana dopo il patto Molotov-Ribbentrop stipulato tra Germania e Unione Sovietica. Si trattava di un patto di non aggressione che prevedeva la spartizione della Polonia e l’annessione di altri paesi dell'Europa centrale. La guerra che ne seguì costò circa 73 milioni di vite.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

27 settembre 1939

La Germania crea dei ghetti nella Polonia occupata

Dopo aver annesso la parte della Polonia occupata dalla Germania, i nazisti crearono dei ghetti ebraici in centinaia di località al fine di contenere e isolare i 3,5 milioni di ebrei polacchi, e per facilitare la persecuzione, il terrore e lo sfruttamento.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

23 novembre 1939

Gli ebrei polacchi ricevono l’ordine di indossare la stella gialla

Agli ebrei polacchi venne ordinato di indossare un marchio di identificazione. Il rifiuto di rispettare questo ordine poteva essere punito con la morte. Le stelle gialle venivano spesso considerate un segno di vergogna.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

27 aprile 1940

Ordine per la creazione di un campo di concentramento ad Auschwitz

Già nel maggio del 1940 giunsero al campo di concentramento di Auschwitz i primi prigionieri. Di 1,3 milioni di persone che vennero inviate, 1,1 morirono. Il bilancio comprende 960 mila ebrei, 74 mila polacchi non ebrei, 21 mila rom, 15 mila prigionieri di guerra sovietici e circa 15 mila altri europei. Molti morirono per fame, sfinimento, malattia o a causa delle percosse o perché vittime di esecuzioni individuali. Altri persero la vita durante esperimenti medici.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

1940/41

Il Processo di selezione - Jack Kagan

"La mattina presto, i camion sono arrivati, le porte si sono aperte, i nazisti sono entrati e ha iniziato una selezione. Tu uscivi, loro ti interrogavano, capofamiglia, professione, numero di figli. A sinistra, per uscire cortile; a destra si restava nell'angolo all'entrata dell'edificio. Venne il nostro turno, mio zio si fece avanti, domanda, "qual è la tua professione?", risposta "fabbricante di selle". “Quanti figli?”, “due figli”. A sinistra. Poi è toccato a mio padre. “Professione?”, di nuovo, sellaio, due figli. A destra. Questo significa che non c'era uno schema o una ragione per scegliere chi mandare a morire e chi lasciare in vita. Perché si è fatto avanti, due bambini, sellaio, la stessa professione. Noi siamo stati i più fortunati, ci ha lasciati vivere e loro morire. Così mio zio Moishke, Soshke, Berol e Leizer sono usciti nel cortile. Ne hanno mandati fuori quattromila e cinquecento, quattromila persone, sui camion, li hanno portati fuori dalla città, nelle tombe, nelle tombe già preparate, e li hanno massacrati, li hanno fucilati. Questo era Einsatzkommando, questo era Einsatzkommando. Mia madre stava praticamente in piedi di fronte alla finestra, e improvvisamente dal nulla arrivò la polizia, le SS, colpendo tutti con il retro dei loro fucili, e io sapevo che questa era la fine delle persone che stavano nel cortile. In questa esecuzione ho perso mia madre, ho perso mia sorella Nachama, ho perso mia zia Surcharsky"

Jack Kagan
Nato nel 1929, Novogrodek (Vilna), Lituania. Ghetto di Novogrodek. Liberato dai Russi, Campo sfollati, Polonia 1945. Sposato, tre figli.

Audio credit:Interview with Jack Kagan, Testimony: Video Interviews With Holocaust Survivors, reference C533/009, © British Library

22 giugno 1941

Invasione dell’Unione sovietica da parte dell’esercito tedesco

L'invasione tedesca dell’Unione sovietica comportò il massacro degli ebrei sovietici da parte delle Einsatzgruppen, unità di esecuzione mobili, compresa l’uccisione, il 28 settembre 1941, di 33.000 ebrei e di un numero imprecisato di zingari a Babi Yar in Ucraina. Si stima che, tra il 1941 e il 1945, le Einsatzgruppen e il relativo personale uccisero più di due milioni di persone.

20 gennaio 1942

Conferenza di Wannsee

Durante la conferenza di Wannsee a Berlino, i capi nazisti elaborarono il piano di esecuzione di tutti gli ebrei d’Europa, la cosiddetta “soluzione finale”. Reinhard Heydrich spiegò in che modo gli ebrei d’Europa sarebbero stati riuniti e mandati in campi di sterminio nelle parti occupate della Polonia, dove sarebbero stati uccisi.

Marzo 1942

Nel campo di sterminio di Sobibor, le camere a gas iniziano a funzionare

Le prime camere a gas vennero utilizzate nel campo di sterminio di Sobibor, presto seguito da Belzec il 17 marzo del 1942 e da Treblinka il 1° giugno 1942. Ebbe così inizio il genocidio di tutti gli ebrei dell'Europa occupata dai tedeschi, su vasta scala e altamente organizzata.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

9 aprile 1943

Rivolta del ghetto di Varsavia

La rivolta del ghetto di Varsavia fu un ultimo tentativo di resistere al trasferimento della popolazione restante del ghetto verso i campi della morte. Fu la più grande rivolta di ebrei della Seconda guerra mondiale. Due mesi dopo la rivolta, durante la quale vennero uccisi 13.000 ebrei, Himmler ordinò la chiusura di tutti i ghetti ebraici polacchi e russi. La popolazione restante fu inviata in campi di sterminio. Nei mesi successivi, i detenuti del campo di Treblinka si ribellarono (agosto 1943) e il 14 ottobre 1943 cominciò una rivolta nel campo della morte di Sobibor. Il 7 ottobre 1944, il Sonderkommando assegnato ai forni crematori organizzò una rivolta ad Auschwitz.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

1944

La Polizia danese - Eugene Heimler

“Poi sono stato portato in questo blocco 23. Accanto a noi, ma abbastanza vicino, c'era la polizia danese nella sua uniforme militare danese. Sono stati deportati perché non erano disposti a deportare gli ebrei alla Gestapo, così si sono consegnati "in blocco", marciando nella sede della Gestapo, e da lì sono stati portati a Buchenwald. Persone orgogliose, decorose. Un poliziotto di nome Niels Ahlmark era molto cordiale con me. A quel tempo stava arrivando l'inverno e lui mi diede la sua uniforme, una di quelle militari di ricambio, biancheria, pantaloni, quello che c’era, e il berretto militare. E mi diede anche del cibo dalle sue razioni, parte delle sue razioni. E questo mi aiutò.”

Eugene Heimler
Nato nel 1922, Szombathely, Ungheria.br /> Ghetto. Auschwitz, Buchenwald, campi di Troglitz, poi di nuovo a Buchenwald. Berger-Elster, marcia della morte fino al confine ceco, fuggito, portato dai partigiani. Arrivato in Inghilterra nel 1947. Tre matrimony, due bambini, un nipote. Morto nel dicembre 1990.

Audio credit: Interview with Eugene Heimler by Jennifer Wingate, 1989, Living Memory of the Jewish Community, reference C410/056, © British Library

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

1944

“Atmosfera di morte” - Edith Birkin

“Auschwitz era molto spaventoso in un certo senso, perché era pieno di tedeschi. Perché fino ad allora non avevamo visto molti tedeschi nel ghetto, solo occasionalmente. Era pieno di tedeschi e di tedeschi con i cani, e c'erano questi fili spinati, quelli con l'elettricità. Disciplina, disciplina molto rigida. Questo sentore di morte, tutte queste persone dirette alla camera a gas. Era un posto molto strano, molto strano. Ogni giorno c’era questa atmosfera di morte, e questa situazione incredibile di persone che venivano... si poteva sentire, potevi sentire l'odore di queste persone che venivano bruciate. Si sentiva sempre quell’odore... era un po' come quando si faceva bollire la colla, erano le ossa a puzzare di colla. C'erano dei volontari che andavano con i tedeschi e ricevevano in cambio un po' di cibo, ed erano quelli che venivano chiamati i kapo, i capi del blocco. Perché ognuno di questi capanni, era un blocco, che si chiamava blocco, aveva un capo blocco che aveva un piccolo cubicolo tutto per sé, con le donne una donna e con gli uomini un uomo. Poiché c'erano solo donne nel nostro blocco, eravamo separate dagli uomini, così gli uomini avevano gli uomini e le donne le donne. Ed era come un cubicolo di vetro, così potevano vederci. E potevi riconoscerle perché non erano affamate, i loro volti apparivano normali, i loro corpi, non avevano fame, avevano abbastanza da mangiare, e avevano vestiti decenti, indossavano vestiti buoni. Quindi, si sapeva chi erano, ed erano molto sadiche e molto crudeli, e trattavano noi, gli altri prigionieri, molto molto male. Erano prigioniere come noi, ma avevano posizioni privilegiate."

Edith Birkin
Nata nel 1927, Praga, Cecoslovacchia.
Ghetto di Lodz 1941. Campo di Auschwitz 1944. Deportata al campo di lavoro e alla fabbrica di munizioni. Marcia della morte nel marzo 1945 al campo di Flossenburg, successivamente a Belsen. Arrivata in Inghilterra nel 1946. Sposata, tre figli adottati.

Audio credit: Interview with Edith Birkin by Katherine Thompson, 1989, Living Memory of the Jewish Community, reference C410/030, © British Library

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

17 gennaio 1945

Inizio della marcia della morte di Auschwitz

Di fronte all’avanzata delle forze sovietiche nei territori occupati dalla Germania, Himmler ordinò a gennaio 1945 l’evacuazione di tutti i campi. Circa 58.000 detenuti di Auschwitz furono evacuati a piedi sotto il controllo delle SS verso campi di concentramento in Germania e in Austria. Molti di loro vennero fucilati in quanto incapaci di continuare quella che venne chiamata “marcia della morte”.

Gennaio-aprile 1945

Liberazione dei campi

L'Armata Rossa entrò ad Auschwitz il 27 gennaio 1945, giorno commemorato dal 2005 come Giornata internazionale della Memoria. Nel marzo-aprile del 1945, altri campi di sterminio vennero liberati dalle truppe britanniche, americane e sovietiche.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of National Archives and Records Administration, College Park

1945

Liberazione – Edith Birkin

“C'era sporcizia, e pidocchi, e puzza, e morte tutt’intorno, e aspettavamo solo la fine della guerra, ecco cosa facevamo. Un giorno eravamo in piedi, aspettando, e nessun tedesco è arrivato, e poi abbiamo scoperto che tutti i tedeschi se ne erano andati. Un paio di giorni dopo circa arrivarono gli inglesi. I carri armati cominciarono a rotolare lungo la... una specie di strada principale, ma ero così debole che non riuscivo nemmeno salutarli; la maggior parte di noi non poteva andare a salutarli, perché eravamo così deboli e stanchi. Ero così contenta che riuscii solo a sdraiarmi e dormire. Immaginavamo sempre che quando saremmo stati liberati, avremmo ballato e li avremmo baciati - e non credo che loro volessero essere baciati da noi, ad essere onesti! Non la pensavamo così, non pensavamo di essere così spaventosi, ma per loro eravamo assolutamente orribili, ovviamente. E noi li abbracciamo, e... siamo felici, e balliamo, e Dio solo sa cosa, ma tutto quello che volevamo fare era sdraiarci e avere il permesso di stare male.

Ma devo dire che è stato assolutamente meraviglioso. Abbiamo avuto... sono venuti con grandi cisterne d'acqua; quello di cui avevamo bisogno più di ogni altra cosa era acqua buona. Cibo. Per fortuna, credo sia stata più fortuna che buon senso, ci diedero il giusto tipo di cibo. Il mio primo pasto fu la crema di maccheroni in scatola, avete presente quella in lattina, ed era il paradiso. E ogni giorno, il giorno della liberazione, do alla mia famiglia questi maccheroni in scatola, i poveretti li devono mangiare! Una nostra amica che era con noi durante la marcia, con la quale condividevamo tutto, dopo aver ricevuto questa razione, questa dose di zuccheri, si è seduta lì e ha fatto il pieno di zuccheri e di altre cose che il soldato le ha dato, ed è morta. Gli inglesi avevano questi carri con dentro i tedeschi; dovevano raccogliere i corpi e poi sedervisi sopra, andare un po' più lontano, scendere, raccogliere altri corpi ancora, e di nuovo salire sopra questi corpi. Ed è uno spettacolo meraviglioso, vedere questi tedeschi che sapevo essere così orribili e così sadici, seduti sopra questi corpi, obbligati a raccoglierli. Non mi sentivo vendicativa; avrei potuto prendere delle pietre e lanciarle, alcune persone l'hanno fatto. Non ho mai tirato una pietra o altro, non... non volevo abbassarmi a questo.”

Edith Birkin
Nata nel 1927, Praga, Cecoslovacchia.
Ghetto di Lodz 1941. Campo di Auschwitz 1944. Deportata al campo di lavoro e alla fabbrica di munizioni. Marcia della morte nel marzo 1945 al campo di Flossenburg, successivamente a Belsen. Arrivata in Inghilterra nel 1946. Sposata, tre figli adottati.

Audio credit: Interview with Edith Birkin by Katherine Thompson, 1989, Living Memory of the Jewish Community, reference C410/030, © British Library

30 aprile 1945

Il suicidio di Hitler

L'inevitabile sconfitta militare e la notizia di Mussolini giustiziato dal movimento di resistenza italiano rafforzarono la determinazione di Hitler nell’evitare la cattura. Piuttosto che essere fatto prigioniero dalle truppe sovietiche che lo circondavano, si sparò in testa nel suo bunker di Berlino. L'8 maggio 1945 la Germania si arrese.

22 novembre 1945

Inizio del Processo di Norimberga per i criminali di guerra nazisti

Nel novembre del 1945, ventidue leader politici e militari nazisti vennero processati per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, tra cui l'Olocausto. Una serie di procedimenti penali si svolsero davanti a un tribunale militare internazionale presso il Palazzo di giustizia di Norimberga, in Germania. La città venne scelta per ragioni simboliche poiché era considerata il luogo di nascita cerimoniale del partito nazista, nonché la sede di molti dei suoi raduni annuali di massa. I processi durarono fino al 1° ottobre del 1946. Le udienze furono presiedute dai giudici di Gran Bretagna, Francia, URSS e Stati Uniti. Una volta concluse, dodici degli imputati vennero condannati a morte e tre all'ergastolo. Altri quattro furono condannati a pene detentive dai 10 ai 20 anni, mentre gli altri tre imputati vennero assolti.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum Collection, Gift of Elizabeth Duddy1

 

 Il nostro lavoro

L’Olocausto è uno dei motivi per cui nel 1949 fu istituito il Consiglio d’Europa, appena quattro anni dopo la liberazione di Auschwitz-Birkenau. L’obiettivo era impedire che un tale genocidio si potesse ripetere in Europa e garantire il rispetto della vita umana e dei diritti umani, qualunque sia la nazionalità, l’etnia, la razza, la religione o l’orientamento sessuale delle persone. Nel suo più ampio ruolo di promozione e protezione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, il Consiglio d’Europa opera per combattere l’antisemitismo, l’omofobia e l’antiziganismo e per promuovere i diritti dei Rom, delle persone LGBTI e delle persone con disabilità.

Giornata della Memoria dell'Olocausto


I campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau furono liberati il 27 gennaio 1945. Rimasero in vita solo circa 7.000 prigionieri, mentre perirono oltre un milione di persone. Il Consiglio d’Europa fu il motore dell’istituzione di una Giornata della memoria e della prevenzione dei crimini contro l’umanità. I ministri dell’Istruzione degli Stati membri presero questa decisione a ottobre 2002. Sebbene la Germania e la Francia scelsero il 27 gennaio, giorno della liberazione di Auschwitz, in altri paesi la Giornata dell’Olocausto ricorre in date diverse, a seconda della rispettiva esperienza storica.

Insegnare la Memoria


Il Consiglio d’Europa aiuta inoltre gli insegnanti a preparare la Giornata della memoria dell’Olocausto, mettendo a disposizione materiale didattico per sensibilizzare gli studenti rispetto a questo periodo buio e per studiare i temi del genocidio e dei crimini contro l’umanità, al fine di promuovere la prevenzione, la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra i popoli, le razze e le religioni. L’obiettivo è sviluppare e istituire saldamente l’insegnamento di questa materia in Europa.

 Storie di sopravvissuti all'Olocausto

Ida Grinspan

In una tranquilla notte nell’inverno del 1944, a sostegno del programma del Terzo Reich volto a sterminare tutti gli ebrei d’Europa, le autorità francesi arrestarono Ida Grinspan, una giovane ragazza ebrea che si nascondeva nella casa di un vicino in campagna, nella Francia occupata dai nazisti. Dei numerosi insegnamenti appresi dopo il suo arresto e i conseguenti diciotto mesi ad Auschwitz, il campo di sterminio più noto dell’Olocausto, il primo fu che “la barbarie entra in punta di piedi… [anche] in un paesino in cui tutto sembrava promettere il sonno tranquillo di luoghi dimenticati dalla storia”. Dopo la guerra, in collaborazione con un giornalista francese, scrisse un best-seller sul suo calvario e sulla sua miracolosa sopravvivenza in uno dei periodi più bui della storia moderna europea.

Marin Constantin

Marin Constantin, sopravvissuto all’Olocausto, racconta le sue esperienze tra il 1942 e il 1944, quando fu deportato con la forza in Ucraina, occupata dai nazisti. Fu testimone diretto di violenze di massa e del trattamento inumano di persone, in particolare Rom, mentre era costretto a lavorare la terra in cambio di magre razioni alimentari. Marin Constantin sottolinea che gli abusi dei diritti umani sono reali e rilevanti, anche nel XXI secolo. Il suo calvario lo ha tormentato per molto tempo dopo la fuga e il ritorno a casa.

Nat Shaffir

Nathan Spitzer (oggi Nat Shaffir) nacque il 26 dicembre 1936 a Iasi, Romania. La sua famiglia possedeva una grande fattoria che forniva latticini all’esercito rumeno. Un giorno, nel novembre del 1942, la Guardia di ferro fascista fece visita alla fattoria, accompagnata da un prete che identificò la famiglia come ebrea. La fattoria degli Spitzer e tutto il loro bestiame furono confiscati e la famiglia ebbe quattro ore per raccogliere i propri averi. Autorizzati a prendere solo un cavallo e un carro, si trasferirono nel quartiere di Socola a Iasi. Nat e le sue sorelle furono esclusi dalla scuola e il loro padre fu sottoposto a lavori forzati per il regime rumeno. Sebbene i familiari più stretti di Nat sopravvissero all’Olocausto, la maggior parte della sua famiglia estesa, che viveva nella Transilvania occupata dagli ungheresi, morì nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau e Buchenwald. Nel 1950 la famiglia di Nat emigrò in Israele, da dove poi Nat si trasferì negli Stati Uniti. Qui avviò un’impresa e si creò una famiglia. Oggi è volontario presso il Museo della memoria dell’Olocausto degli Stati Uniti a Washington DC.

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Jack Kagan - The Selection Process: “The Nazis arrived and started a selection.”

Eugene Heimler - The Camps: [Danish police] "They were unwilling to deport the Jews"

Edith Birkin - The Camps: “You could smell people being burnt"

Edith Birkin - Liberation: "When we are liberated we are going to be dancing and kissing"

 Negare l'Olocausto

  • La negazione dell’Olocausto è oggi un reato penale in molti paesi. Ursula Haverbeck, soprannominata “la nonna nazista” dai media tedeschi, ha dichiarato più volte che “non è stato storicamente provato” che Auschwitz fosse un campo di sterminio, affermando che si trattava invece di un campo di lavoro. Si stima che in questo campo siano state assassinate 1,1 milioni di persone. Le vittime erano per il 90% ebree. Nel 2018, Ursula Haverbeck fu condannata a due anni di detenzione.
  • Lo storico britannico David Irving fu condannato a tre anni di detenzione per aver negato l’Olocausto in due discorsi tenuti in Austria nel 1989. Questi discorsi contenevano un appello a porre fine alla “favola delle camere a gas” e affermazioni secondo cui Hitler aveva aiutato gli ebrei e l’Olocausto era un mito. Lo storico si dichiarò colpevole e disse alla corte di riconoscere che i nazisti uccisero milioni di ebrei.

 Assumere la responsabilità dell'Olocausto: il Processo di Norimberga

Il 20 novembre 1945, 22 leader politici e militari nazisti furono incriminati per cospirazione, crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il processo si svolse dinanzi al Tribunale militare internazionale presso il Palazzo di Giustizia di Norimberga, in Germania. La città fu scelta per motivi pratici. Gli americani volevano una città nella loro area di influenza, con un tribunale adatto, un carcere adiacente e un aeroporto. L’udienza fu presieduta da giudici provenienti da Gran Bretagna, Francia, URSS e Stati Uniti. Le sentenze furono emesse il 30 settembre e il 1° ottobre 1946. Dodici degli accusati furono condannati a morte e tre all’ergastolo. Altri quattro ricevettero pene detentive da 10 a 20 anni, mentre i restanti tre imputati furono assolti. All’inizio del processo il procuratore generale americano Robert H. Jackson aveva sottolineato l’importanza dello Stato di diritto nella procedura: “Che quattro grandi nazioni, orgogliose della vittoria e doloranti di ferite, trattengano la mano della vendetta e sottomettano volontariamente i nemici prigionieri al giudizio della legge è uno dei maggiori tributi che il potere abbia mai reso alla ragione”.

Photo credit: United States Holocaust Memorial Museum Collection

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Remembering the Nuremberg Trials

The son of a Nazi war criminal, a survivor of the Holocaust and the daughter of a defence lawyer, commissioned to argue on behalf of German soldiers accused of the carrying out Second World War atrocities. Watch their short stories, as they remember the Nuremberg Trials.

Courtesy, Deutsche Welle