Nel corso degli anni, l'azione condotta dal Consiglio d'Europa a favore della promozione della donna ha assunto diversi orientamenti, quali l'adozione di misure giuridiche, la mobilitazione dell'opinione pubblica, la formazione e la ricerca.

Uno dei principi centrali che si trova alla base dell'attività svolta dall'Organizzazione risiede nell'impossibilità di giungere a soluzioni a lungo termine per i problemi sociali, economici e politici della società, in assenza di una piena partecipazione femminile.

La condizione della donna, l'uguaglianza de facto, l'emancipazione, la violenza legata al sesso, la problematica concernente le donne e la disabilità, nonché la tratta degli esseri umani, sono solo alcune delle altre tematiche attorno alle quali il Consiglio d'Europa predispone una serie di attività, come le campagne di sensibilizzazione, al fine di migliorare il quadro giuridico relativo all'uguaglianza di genere e garantirne, in tal modo, l'attuazione.

Nel 2009, la percentuale media di donne ministro in Europa era pari al 28,6%, mentre la presenza femminile in seno ai parlamenti nazionali si attestava al 21,7%. Si tratta di un lieve progresso se si tiene in considerazione che, nel 2005, la percentuale di donne ministro era pari al 19,9%. Per quanto riguarda la loro rappresentanza all'interno dei parlamenti nazionali, invece, non si è registrata alcuna variazione. Le cifre riportate, inoltre, rimangono al di sotto della soglia minima del 40% raccomandata dal Consiglio d'Europa.

L’Europa deve porre fine alla violenza sulle donne e al discorso dell’odio sessista L’Europa deve porre fine alla violenza sulle donne e al discorso dell’odio sessista
Dichiarazione del Segretario generale
Segretario generale Strasburgo 7 marzo 2016
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L’Europa deve porre fine alla violenza sulle donne e al discorso dell’odio sessista

Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, celebrata domani, il Segretario generale Thorbjørn Jagland plaude alla decisione dell’Unione europea di aderire alla Convenzione di Istanbul e invita gli Stati membri a combattere il discorso dell’odio sessista.

“Mi compiaccio dell’iniziativa della Commissione europea di aderire alla Convenzione di Istanbul”, ha dichiarato. "Rappresenta un notevole passo avanti nei nostri sforzi volti a porre fine alla violenza nei confronti delle donne e alla violenza domestica. Aiuterà ad istituire un sistema coerente di lotta contro questo odioso reato ancora diffuso in Europa”.

La Convenzione di Istanbul è l’unico trattato giuridicamente vincolante mirante a penalizzare ogni forma di violenza contro le donne. Il suo obiettivo è prevenire i comportamenti e gli atti violenti, proteggere e assistere le vittime e perseguire penalmente gli autori di violenza. Prevede la creazione i un meccanismo di monitoraggio incaricato di controllare la sua applicazione, comprendente un gruppo di esperti indipendenti (GREVIO). (segue...)

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