Per un'uguaglianza nella diversità

Il principio d’uguglianza e di non–discriminazione costituisce un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani. È garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (articolo 14) ed è stato rafforzato dal Protocollo nº 12 a tale Convenzione che vieta qualunque forma di discriminazione dalle autorità pubbliche per qualunque motivo.

Purtroppo, le azioni omofobiche accadute in numerosi Stati membri hanno rivelato una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI). Questi avvenimenti hanno inoltre dimostrato che le autorità preposte alla protezione dei cittadini contro ogni forma di discriminazione, in molti casi, appoggiano questa ingiustizia e addirittura la difendono in maniera attiva.

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Segretario generale Strasburgo 15 maggio 2019
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In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, che si celebra il 17 maggio, il Segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland ha lanciato un appello a favore della giustizia e della piena protezione contro la discriminazione per tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere e dalle loro caratteristiche sessuali, in tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa.

“Non può essere tollerata alcuna discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e questo divieto deve essere enunciato a chiare lettere nel diritto e attuato nella pratica in tutti i nostri Stati membri”, ha dichiarato Thorbjørn Jagland.

Il Segretario generale ha aggiunto che le future discussioni che si terranno presso il Comitato dei Ministri per fare il punto sulla Raccomandazione del 2010 sulla lotta contro la discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere consentiranno agli Stati membri di dimostrare la loro volontà politica compiendo progressi per proteggere qualsiasi persona dalla discriminazione.

La maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa ha espressamente vietato la discriminazione basata sull’orientamento sessuale nella propria legislazione anti-discriminazione o in norme specifiche in materia di impiego, istruzione, salute, beni e servizi. Un numero inferiore di Stati membri ha espressamente vietato la discriminazione basata sull’identità di genere.

Il Segretario generale ha inoltre sollevato la questione dell’intervento chirurgico come condizione indispensabile per il riconoscimento giuridico del genere (il processo di modifica del nome e del genere delle persone transessuali nei documenti e nei registri ufficiali).

“Gli Stati europei devono allineare le loro legislazioni e pratiche alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in questo ambito”, ha affermato.

Corte euopea dei diritti dell'uomo Corte euopea dei diritti dell'uomo

Anche se per molti LGBTI in Europa la vita è diventata più facile e la società più tollerante, queste persone devono ancora far fronte a molti ostacoli. La Corte è stata invitata a pronunciarsi su casi riguardanti il divieto delle marce per l’orgoglio omosessuale (Gay Pride) o la discriminazione nella concessione dei diritti sociali, poiché vi sono diversi ricorsi pendenti sulle leggi che qualificano come illecito penale la "propaganda omosessuale".

Commissario per i diritti dell'uomo Commissario per i diritti dell'uomo

Il Commissario solleva regolarmente la questione delle persone LGBTI quando s’intrattiene con le autorità degli Stati membri. Esprime inoltre le sue preoccupazione in materia nei rapporti di verifica per paese e nelle pubblicazioni specifiche.

Siti di riferimento Siti di riferimento

Testi di riferimento Testi di riferimento

L’Assemblea parlamentare e il Congresso dei poteri locali e regionali hanno formulato numerose raccomandazioni e risoluzioni, invitando i governi e le autorità locali ad adottare le misure necessarie per contrastare l’incitamento all’omofobia.

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