Per un'uguaglianza nella diversità

Il principio d’uguglianza e di non–discriminazione costituisce un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani. È garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (articolo 14) ed è stato rafforzato dal Protocollo nº 12 a tale Convenzione che vieta qualunque forma di discriminazione dalle autorità pubbliche per qualunque motivo.

Purtroppo, le azioni omofobiche accadute in numerosi Stati membri hanno rivelato una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT). Questi avvenimenti hanno inoltre dimostrato che le autorità preposte alla protezione dei cittadini contro ogni forma di discriminazione, in molti casi, appoggiano questa ingiustizia e addirittura la difendono in maniera attiva.

L’Assemblea parlamentare e il Congresso dei poteri locali e regionali hanno formulato numerose raccomandazioni e risoluzioni, invitando i governi e le autorità locali ad adottare le misure necessarie per contrastare l’incitamento all’omofobia.

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BUDVA (Montenegro),  11 maggio 2015

Forum IDAHO 2015

Nessun valore culturale, tradizionale o religioso può giustificare i crimini di odio e la violenza contro le persone LGBT - Il Consiglio d’Europa partecipa al Forum IDAHO in Montenegro

I rappresentanti del Consiglio d’Europa figurano tra i partecipanti principali del Forum IDAHO 2015 “Porre fine ai crimini di odio e alla violenza”, organizzato dal Governo del Montenegro, per segnare la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia celebrata il 17 maggio.

Snezana Samardžić-Marković, Direttrice generale della democrazia del Consiglio d’Europa, ha pronunciato oggi un discorso di apertura al Forum, affermando che i crimini di odio e la violenza contro le persone LGBT figurano tra le sfide più persistenti ai diritti umani: in Europa, i casi di omofobia e transfobia, i cosiddetti “stupri correttivi”, i matrimoni forzati, la violenza fisica ed emotiva, il rifiuto da parte di familiari e comunità, il bullismo e la discriminazione sono ancora una triste realtà. È necessario un solido quadro politico e giuridico per contrastare efficacemente questi crimini.

Oggi a Budva, il Consiglio d’Europa ha inoltre presentato una nuova pubblicazione sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo riguardante l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Nella nuova pubblicazione si affrontano gli articoli principali della Convenzione in cui possono rientrare le violazioni dei diritti delle persone LGBT e si analizzano le soluzioni applicabili a livello europeo e le soluzioni decise in larga misura dagli Stati, ad esempio quelle relative alle adozioni e ai matrimoni. La pubblicazione è rivolta ai professionisti, ai ricercatori e agli studenti in ambito di diritti umani.

Discorso di Snežana Samardžić-Marković

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Occorre compiere ogni sforzo per sradicare l’odio e la violenza contro le persone LGBT in Europa, dichiara il Segretario generale

Il Commissario Hammarberg e i diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT)

Il Commissario per i diritti umani, Thomas Hammarberg, solleva regolarmente la tematica delle persone LGBT durante le sue interviste con le autorità degli Stati membri e esprime le sue preoccupazioni in materia all'interno delle relazioni sulle visite condotte nei paesi e in pubblicazioni specifiche, come i documenti tematici sui diritti umani e l'identità di genere.

Le statistiche del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa per il 2011 hanno rivelato che dietro a questo apparente progresso si nasconde il fatto che l'80% della popolazione di alcuni paesi europei respinge l'omosessualità e nove tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa non dispongono di una normativa che tuteli i diritti degli omosessuali. I matrimoni tra partner dello stesso sesso sono autorizzati in sette paesi europei e altri 13 paesi accettano alcune forme di partenariato civile. Al contrario, diversi paesi impediscono i matrimoni omosessuali e rifiutano addirittura di rilasciare i documenti ufficiali necessari per poter svolgere il matrimonio o il partenariato civile all'estero.

Il Consiglio d'Europa difende i diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender

l segretario generale, Thorbjørn Jagland, esprime soddisfazione per la decisione del Comitato dei Ministri del 31 marzo di adottare una raccomandazione rivolta agli Stati membri sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. ''Questa raccomandazione dimostra la determinazione del Consiglio d'Europa di difendere l'uguaglianza e la pari dignità di tutti'', ha dichiarato. (segue...)


In data 29 aprile 2010, l'Assemblea ha invitato gli Stati europei a garantire ''il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso qualora la normativa interna preveda tale riconoscimento'' nonché la possibilità di ''potestà genitoriale condivisa'' dei bambini di ciascuno dei due partner, ''tenendo sempre a mente l'interesse del bambino''. (segue...)

Il 17 ottobre 2012, la Commissione sulle questioni di attualità del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa ha deciso di preparare un rapporto sui diritti delle persone LGBT: La Sig.ra Yoomi Renström (Svezia) ne sarà la relatrice. Il documento tratterà del ruolo delle autorità locali e regionali per garantire l'esercizio dei diritti delle persone LGBT.

Inoltre, al fine di aiutare gli Stati membri nei loro sforzi volti a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, nel settembre 2011 è stato lanciato il progetto "Lotta contro la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere (Progetto LGTB)".

Giurisprudenza della Corte

Se la vita è diventata più facile e la società più tollerante per molte persone LGBT in Europa, restano tuttavia ancora molti ostacoli da affrontare. La Corte europea dei diritti dell'uomo è stata chiamata a giudicare casi riguardanti il divieto imposto alle parate del gay pride o la discriminazione in materia di diritti sociali. Si rileva inoltre che un certo numero di ricorsi ancora pendenti dinanzi alla Corte riguarda leggi che incriminano la "propaganda dell'omosessualità".